IL PUNTO PRIMA DELLA 10° GIORNATA
Per commenti, storie curiose che non pubblicherò mai, critiche che non accetterò, minacce al vento, querele, foto, virus che mi piantano il sistema e quello che vi pare, il mio indirizzo di posta elettronica è da sempre
christianlunardi@yahoo.com
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Ragazzi miei, ben ritrovati. Come va?
Todo bien?
Vi state facendo belli per il Natale?
Lampade, colpi di sole, massaggi?
Vi state organizzando per il Capodanno?
Siete dei bravi ragazzi.
Vi state facendo anche degli esami di coscienza?
Tutti?
Qualcuno di voi ce l'ha sporca, sapete?
Qualcuno di voi L'HA FATTA sporca.
Ed io lo so.
"Guardati te" sta dicendo quello che pensa di sapere tutto lui.
No...io no, mi spiace, la mia coscienza è pulita (è perchè non la uso mai).
Lo so che la vita è breve e il tempo fugge, ma è solo per questo che ve ne sbattete degli altri?
Va bene, basta sapersi regolare.
Vi riserveremo lo stesso miserabile trattamento.
Non dite che non vi era stato detto (che il passo è molto breve dal casso al cassonetto).
Panerio, ci sei ancora?
Domenica alle 13.00 è un orario brutto per chiamarmi, soprattutto se ho fatto molto tardi.
Sento il cellulare che suona ma la forza di gravità in quel momento non è...hmmm vediamo...rimasugli di fisica (meno) un mezzo g per t al quadrato (ipotizzo il mio braccio come una sfera perfetta).
E' qualcosa in più. In quel momento eleverei t al cubo almeno.
Le formule fisiche non tengono conto della variabile a = alcol nel sangue.
Tutti libri da riscrivere dovuto a questa mia scoperta.
Insomma, il braccio non riesce a tirarsi su e a risponderti come si confà ad una persona importante, che però a quell'ora viene spostata temporaneamente nell'insieme R dei Rompiballe, che come sai a volte interseca l'insieme P dei Portieri Forti a Calcetto.
Non te ne voglio, non pensiamoci più.
Purtroppo arrivando da Torino ho avuto il solito problema a tornare a casa.
Credo di averla girata di nuovo tutta prima di ritrovarmi sulla strada maestra.
Piuttosto, Pane: ho visto le due Capriole al Supermarket.
Una è fidanzata.
L'altra la prima cosa che mi ha detto è stata: "Tanto non te la do".
Ma chi te se 'ncula...
(Una mignotta sporca mi masturba il pene mettendo il seme sulla bistecca)
Questo messaggio vorrei averlo inventato io, invece l'ho letto sul frigo di una persona molto cara, sia a me che a chi la conosce.
Le voci la danno amante del Gatto nel nostro breve soggiorno a Londra.
Ma queste sono solo, appunto, voci.
Invece quella scritta era una delle tante che si trovano sul frigo di casa sua.
La più profonda, secondo me.
Il coinquilino della Santissima (ribattezzata così nei primi anni Novanta, quando il Pors avrebbe smesso di giocare a pallone per lei), tale Dr. Jody, è l'autore di questi pensieri che compaiono, a mosaico di lettere, sulla porta del frigo.
Personaggio discutibile sul piano dei divertimenti, è dottore in farmacia.
Gran donnaiolo, una notte si è presentato a casa con 7 (sette!) ragazze, per un festino a base di quello che bisogna avere per fare un festino degno di questo nome. Giro di parole.
(Paola show this to him if you don’t mind, don’t worry…no worries…)
Jody, if you're reading this (I know you are), I'd like to tell you something.
1) You ain't my best friend. Wish you were!
2) When you give the next party, please, give me a call.
3) Next time you are alone with seven, please, DO NOT esitate to give me a goddamn call!
4) The sentences on the fridge are fantastic, please. send 'em all to me.
5) Take care of your young flat-mate, we all love her so much.
(Queste cose succedevano sempre a Simone Frattini al Liceo, quando era magro voglio dire, quasi mai a me.
Qualche volta si, ma nella misura di 1 a 20.
Ogni volta che si andava da qualche parte arrivava puntuale la più figa della festa e si presentava a lui, gatta morta come poche.
Ognuna sempre più gatta morta della precedente.
Stavolta è successo a me (dovevo aspettarmelo, la Mania impazza, anche se poi non era la + figa della serata) forse perchè non c'era Simone.
Comunque io allora prendevo appunti per poi metterli in pratica negli anni a venire.
Appunti da Simone Frattini e Luke Perry alias Dylan McKay.
Ora si spiega tutto.)
Ad un addio al celibato di 2 settimane fa, al Copacabana, noto ristorante brasiliano di via San Marino, mentre ero seduto intorno alla pista dove ballavano tutti, cercando di digerire i 12 chili di carne appena ingurgitati, sono stato avvicinato da una bionda che mi stava guardando da almeno minuti 18.
Piuttosto seccante.
Glielo avevo già detto ad Alby: "Quella ci sta, ma è troppo facile, mi sa che non la cagherò neanche, sai, Pors?"
Il Pors, lento anch’egli nei movimenti, mi batteva una pacca sulla spalla e diceva solo "Bravo, tu la sai lunga."
Chi mi conosce sa del mio enorme imbarazzo nell'essere insistentemente guardato da una biondina, soprattutto se in minigonna.
Infatti alla ventesima volta che mi passa davanti e mi guarda (dovevo essere irresistibile), mi dico "Non ci sarà invano la ventunesima, ha vinto lei. Se mi vuole, ebbene, mi avrà."
Così senza cambiare posizione (stravaccato sulla sedia, testa sostenuta dalla mano a sua volta tenuta su dal gomito che poggiava sul tavolo) faccio un cenno, il più distaccato e scazzato possibile, come quando in pizzeria chiami la cameriera per farti portare il conto, per capirsi.
Lei fa un po' l'attrice di Centovetrine e si guarda intorno, poi si avvicina e incomincia il Festival delle Banalità.
"Salutavi me?"
(Umpf...sono forse strabico, bambola?)
"Ma certo...non ci siamo mica già visti noi due?"
Va bene cazzo, è vero…più banale di così era IMPOSSIBILE, ma tanto neanche mi ascoltava più perchè era già rapita dal mio campo gravitazionale.
"Mah...forse si..."
(Oddio no, ti prego...! Un'insicura...piuttosto che contraddirmi dice che mi ha già visto...!)
"...mi chiamo Serena, tu?
(Serena...chi mi viene in mente con Serena? Aldo Serena, nessun altro.)
"Comincia per C" (di cazzo, vorrei aggiungere ma decido di attenermi strettamente al galateo)
"Carlo?"
"Ho la faccia da Carlo?"
Ride.
(Merda...più le tratti da sceme e più sono felici)
"In effetti no. Christian?"
"Giusto."
"Quanti anni hai?"
(Troppe domande)
"Quanti me ne dai?"
(Ora me ne dà 24, come al solito...come tutte...)
"Trenta"
(Trenta?? Oh Cristo...)
"Trenta...giusto..."
(Panico)
"Anche io ne ho 30!"
(Sai che cazzo me ne frega...Mi saranno venute delle rughe?...Devo assolutamente cercare uno specchio. Dov'è il bagno?)
Questa incalza col suo terzo grado, sono tentato di chiamare il mio avvocato, però lo vedo ballare poco distante con una coppa di champagne in mano circondato da mignotte italiane e da ballerine brasiliane sculettanti.
Non mi va di disturbarlo.
Non mi va affatto.
"Non so se ci siamo già visti, io lavoro al CNR!"
(Una maledetta ricercatrice. Precaria, sottopagata e frustrata. Dov'è il dannato bagno!!?)
"So che forse è poco serio - continua - ma mi lasci il tuo numero di cellulare?"
E' il 2 minuto di gioco, io per altro non ho ancora cambiato posizione, probabilmente ho rughe ovunque e questa qua vuole già il mio numero?
Ma per chi mi ha preso?? Non se ne parla nemmeno! Ma cosa ho scritto in fronte…”APERTO 24 ORE?”
"Tre tre nove...ohu, ci sei?"
"Ah si...vado a prendere il cellulare."
(Sveglia però...non ho tutta la sera. Pensi di essere l'unica a volere il mio numero? Ecco, allora muovi il culo.)
Si segna il numero, facciamo due parole.
30 anni, single, in cerca di sicurezze che io non credo di avere voglia di darle.
Poi dice che deve proprio andare (ehi, e il minimo sindacale?), i suoi amici, che mi stavano guardando male, ma non avevano visto che dietro di loro c'era uno dei miei che li guardava peggio, devono portarla a casa.
Allora torno a sedermi nella sala a fianco, proprio dove ci sono le mie truppe al pascolo.
Fa capolino lei, timidamente rimane sul ciglio dell'entrata dall'altra parte della sala.
C'è un attimo di silenzio.
Tutti si chiedono chi sia 'sta bionda che cerca qualcuno, poi mi vede, dice: "Allora ti chiamo...cia-ao...!"
Applauso dei ragazzi che si alzano in piedi per una standing ovation che neanche a San Siro all'addio di Zorro Boban. (Io c'ero quel giorno, so di cosa parlo.)
Arrivati in piazza a Cuorgnè verso le 3.30 mi arriva un messaggio.
"Messaggio ragazzi...ahia...mi sa che è lei..."
"Grande...Cosa ti ha scritto?"
(leggo forte e chiaro per tutti)
“ 'Ciao, questo è il mio numero, se ti va ci vediamo. Per favore non dire nulla ai tuoi amici di questo messaggio'..."
(Ops)
Ognuno dice la sua "Ci sta!" pacche sulle spalle "E' fatta!", risate, "Che mignotta!" ho anche sentito.
Alby, pensando fosse brasiliana, insiste perchè prenda 2000 euro per andare in Brasile in settimana a comprargli una spiaggia.
A parte che 2000 euro sembravano pochini per una spiaggia, ma poi perché doveva essere brasiliana…?
Portato in trionfo come un Cesare al ritorno all’Urbe dalla guerra, me ne vado ruttando a casa a farmi una tisana, poichè ancora non ho digerito la cena.
[Mi ha poi chiamato la settimana seguente.
Il finale lo lascio a voi, miei 29 lettori (vi ho contati, scusate, è più forte di me), qualsiasi cosa dica non sarei creduto da una parte o dall'altra.
a) Sono andato a Torino e le ho dato il Suo del Suo.
b) Le ho detto "Lasciamo perdere, mi piace un'altra", mi ha detto "Sei uno stronzo"
c) Sono andato a Torino, le ho dato il Suo del Suo, le ho detto "Lasciamo perdere, mi piace un'altra", mi ha detto "Grazie, sei stato onesto"
d) Mi ci sono fidanzato, ma dopo aver letto il Punto di oggi probabilmente mi lascerà.]
Quanti da piccoli credevano, come me, che...
...L'uomo Tigre si chiamasse Mister Iosa ("misteriosa la sua identità è un segreto che nessuno sa chi nasconde quella maschera...”)
...'Paulo Difficiliora' fosse un autore latino
...'errata corrige' fosse in inglese (pronunciato "errata còrrig")
...che durante la messa, dicendo "dì soltanto una parola ed io sarò salvato" la parola potesse essere 'nave' o 'forbice' o 'libro' e noi all’ultimissimo secondo, paff!, saremmo andati in Paradiso anzichè all'Inferno
...la canzone di Remì dicesse "pastasciutta un etto caldo" (nella mia immaginazione erano solo un etto di spaghetti fumanti in bianco, pochini!) e non "pastasciutta e un letto caldo".
...uno schiaffo ben dato non potesse far male (siccome capivo 'bendato', con una mano fasciata come fa a far male uno schiaffo? Il colpo viene attutito. Dopo averlo preso, poi, capivo dove stava l'errore.)
...le belle ragazze non andassero al gabinetto
...i nostri papà sapessero tutto
...l'Inter fosse una grande del calcio italiano?
Solo io?
Diego, un po' di serietà al tavolo.
E un'altra cosa.
Guarda "Il giocatore" con Matt Damon e Edward Norton.
“Se a metà partita non hai ancora capito chi è il pollo da spennare, allora il pollo sei tu.”
Niente Fanta questa settimana per la nazionale vincente all’Amsterdam ArenA grazie alla solita Gilardinata (spintone al difensore davanti a zuccata a bucare Van der Saar, mai rimpianto dalla Scirea -“Van-der-Sar… te ne devi andar!”-).
Totti in effetti ha avuto il suo lieve malanno muscolare che gli ha permesso di non farsi male veramente e dare tutto sabato sera contro la Juve.
Daje Francè!
La settimana scorsa ho rubato una bella partita grazie all’ammonizione fantasma, mi tengo i 3 punti salvo modifiche improbabili
Ho sentito Moggi e mi ha detto “Che vuoi da me figliolo?”.
O non era Moggi?
Cerea né!