IL PUNTO IV
Qualcuno come al solito si è allargato (vi do troppa confidenza) e ha definito il Punto “antico”.
Forse nel senso che non esce da un po’, ma se ci pensate e andate a rileggere gli arretrati vi accorgerete che non c’è niente al Mondo di più attuale de Il Punto, appuntamento imprescindibile con la vostra coscienza.
Una punta di malinconia mi prende sempre all’arrivo dell’autunno; credo che sia valida per tutti la regola che ci si accorge che è passato un anno proprio ala fine delle ferie e non al primo di gennaio, quando siamo pure obbligati a festeggiare…e intanto il tempo passa, passa e non puoi scendere, devi stare come minimo aggrappato, cercando di non essere troppo passivo.
Qualcuno ci riesce, qualcuno invece meno.
Io mi piazzo proprio nel mezzo, senza fretta, anche se le mie nonne, che hanno una certa premura, vorrebbero vedermi a Natale con una compagna al fianco.
Ma non darò loro questa soddisfazione neanche quest’anno…
La
festa Comdata
Quando sono entrato in Comdata, nel maggio 2006, non volevo nient’altro che un lavoro senza responsabilità, dove entri pulito ed esci pulito, pagato discretamente e chi se ne frega se si doveva lavorare il sabato e la domenica.
Ero talmente felice, dopo anni durante i quali qualsiasi cosa succedesse diventava colpa mia, di non avere da pensare a niente una volta uscito di lì che quando ho visto 2 dei miei 7 amichetti non felici della loro occupazione ho detto loro: “Boys, tutti con me”.
Furono tempi, se possibile, ancora più felici.
Con l’arrivo di Pep (sapete che Fusion è più tranquillo) tutta l’Adsl Wind parlava come all’oratorio di Cuorgnè.
Ogni tanto sentivo in lontananza “Ciùuuuuatu!” o “Lupo!”, “Lupa!” “Bìeddù!”, “Bìeddà!” e altre puttanate simili.
In fondo Pep ha una punta di tamarrìa, inculcatagli (forse) dall’amico Michele, l’unico di Cuorgnè ad essere nato Imparato.
(Ogni volta che sento “Nessuno nasce imparato” mi viene da dire “Ah no? E lui là allora?”)
Nel viaggio fino ad Ivrea avevamo anche Pamela.
All’inizio era abbastanza timida poi, tipo dal secondo giorno quando ha visto Pep simulare un rapporto sessuale (con tanto di faccia goduta, mugolii orgasmici e movimento atti a dare pugni sulla schiena alla partner immaginaria) si è ambientata ed è diventata “il cugino Pam”.
Ormai era lei al lunedì mattina a dire “Ciao, avete limonato questo weekend?”.
Altri momenti spettacolari li avevamo quando l’eventuale ragazza di Mattia veniva ad Ivrea con noi dopo che il nostro eroe l’aveva schiacciata tutta la notte.
Io e Pep dicevamo minchiate del tipo “era ora che Mattia portasse a casa qualcuna” o anche “sei la prima che ha dormito da lui”.
La sventurata sorrideva disincantata, con ancora stampato in faccia quel mezzo sorriso di chi ha appena preso chilometri di cazzo. E tutti dal mio amico Fusione!
Ma finì anche quel tempo di viaggi spensierati, perché per me cominciò l’apoteosi più totale: mi passarono, dopo 3 (tre) attenti colloqui, all’ufficio IT.
Il lavoro della mia vita, soprattutto in quell’ambiente.
Quattro mesi a cazzeggiare, mettere a posto qualche pc, qualche casella di posta che non andava, più che altro contarla un po’ e farsela contare.
Imboscarsi una volta in sala macchine.
Stavo diventando abbastanza personaggio, mi alzavo al mattino dicevo “Figata, oggi vado a lavorare!”
Poi ho visto un posto di lavoro e fatto un colloquio seguendo il metodo Vucca: “Spara alto. Se ti vogliono ti devono pagare”.
Vucca, figlio del Maestro Miyagi, non parla a caso.
Ho sparato alto ed ora, dopo 1 anno e mezzo, rieccomi al lavoro, sempre a fare l’IT alla Hot Roll di Busano, fabbrica di stampaggio.
Ho fatto un giro alle presse e sembra un girone Dantesco, caldo, sbuffi di fuoco, rumori fortissimi.
Mica sapevo dell’esistenza di luoghi simili.
E poi le maestre d’asilo vorrebbero che il loro lavoro facesse parte di quelli usuranti?? Che vadano a stampare, poi mi dicano!
Un
po’ di Fanta
Anche quest’anno è ricominciata la stagione.
Prevedo già il vincitore, senza timore di sbagliarmi: il Sandrinapoli vincerà per la seconda volta consecutiva, obiettivo mai raggiunto da alcun essere vivente (e neanche dal Capo) mai entrato al Bar degli Artisti.
Sono pronto a giocarmi la casa e la macchina che, modestamente, sono di proprietà (nel caso stesse leggendo qualcuna in cerca di marito che giustamente vuole delle garanzie).
Io ho un’ottima squadra, sto aspettando che rientra a Di Michele (….mi è stato fatto notare che non leggono solo laureati ma anche amici di amici di amici…tuttavia sottolineo ancora una volta che non possiamo mettere la ‘a’ davanti a tutto. E si dice ‘ammonire’ non ‘ammunire’. Ma sono stufo di ripeterlo sempre), Totti e Di Natale potrebbero darmi delle grosse gioie, in mezzo al campo ho gente buona, dietro il 6 me lo portano a casa.
Delusione Freyenoord, ultimo dopo 6 giornate.
La battaglia con lui fuori non ha lo stesso sapore, ma non vendiamo la pelle dell’orso prima che (e poi non ricordo più come continua, me lo diceva sempre mio padre e io non lo ascoltavo mai).
Le altre squadre non le ho ancora inquadrate, mi fanno paura l’Atletico Fusione (Ibra-Big Mac-Quaglia) e il Fulhald, con Iaquinta-Zala-Kakà.
Intanto il primo in classifica è Pep ma mi convince ancora poco.
Domenica giochiamo contro, qualsiasi risultato non sarà decisivo ai fini della classifica, è ancora troppo presto.
Un po’ per volta riprenderò a scrivere il Punto, sarò in ufficio da solo e il tempo potrei trovarlo, ho molto da dire, i miei amici ne hanno combinate parecchie, Alby si è sposato, Ale diventerà padre a maggio, Simon si è rotto una gamba, Fre si sposerà a giugno.
Molta carne al fuoco.
Saluti!