IL PUNTO DI FINE STAGIONE 2006/2007

 

In questo mio anno sabbatico, durante il quale proprio non sono riuscito a scrivere una riga che fosse una, sono successe fin troppe cose.

A livello personale praticamente un cazzo.

A livello sociale amici di lunga data convolano/convoleranno/convolarono a nozze a seconda che leggiate queste righe a maggio, giugno oppure ottobre, quando non solo io compirò 32 anni e le castagne saranno mature ma, anche,  si sposerà il mio Alby, dopo una dignitosa vita di conquiste più belle che brutte e la dura cicatrice di una donna che lo lasciò (e purtroppo non per me) nel piovoso 1° maggio dell’anno 2002, sicuramente il momento più basso dell’anno dopo la disfatta in Corea.

Il  Pors ha deciso che è giunta l’ora di stabilizzare la sua esistenza e di provare, con tutti i rischi e pericoli del caso, di buttare l’ancora in acque tranquille e di gettarsi per sempre (si dice così) tra le braccia di una bionda di porcellana ormai già arcistufa delle sue gag e delle sue battute idiote, per altro uguali alle mie.

Io non solo sono molto contento, ma sono anche il testimone (insieme a suo fratello Corrado e a Roccia), come scritto nel destino dell’amicizia tra me e lui.

Lui sarà il mio quando (e se) troverò qualcuna disposta a sopportarmi.

E’ convolato anche il commissario Pecoroni, nel solito piovoso 26 maggio di quest’anno.

Il momento più bello della giornata è stato il salmo cantato, che ho magnificamente letto io, accompagnato dal coro nel quale presenziava anche Paola Cova (è mia mamma).

Dovevate vedermi su quell’altare.

Ho ricevuto moltissimi elogi.

Leggevo e intanto guardavo la platea.

Tuttavia Alby non vuole farmi leggere al suo matrimonio.

E il Pors, come tutti voi sapete, è uomo d’onore.

 

Al pranzo di nozze di Pacciani la gag più bella era dire forte “Scusi, avvocato!” e vedere in quanti si giravano…una tavolata di suoi colleghi, più il loro capo, che lui ha ruffianamente invitato e sistemato vicino al tavolo d’onore.

Vergognandosi invece dei suoi vecchi, cari e simpatici amici che con trombette e nasi di cartapesta cercavano di rallegrare un ambiente reso oscuro da nubi cariche di pioggia e da minacce di querele sporte da un istante all’altro

Querelato infatti un cameriere per non aver dato il bis dello sformato di aiucche ad una sottosegretaria, con la scusa banalissima di averlo finito.

 

Al solito, il nostro cameriere era simpatico ma gay, vagamente somigliante a Totip de “I ragazzi della III C”, ha insistito per darmi il tris dell’antipasto di pesce.

Non ho potuto dire di no, nonostante la dieta ferrea alla quale mi sto sottoponendo da maggio, da quel maledetto giorno in cui ho provato a chiudermi il primo bottone della camicia e quasi muoio soffocato e poi, non pago dei miei errori per quella mattina, salgo per mera curiosità sulla bilancia, che beffardamente segnalava chilogrammi 89, anno dell’ultimo scudetto dell’Internazionale di Milano, allora forse ancora Ambrosiana Inter.

Dissi tra me e me “basta birra, basta pasta alla sera, basta doppio toast con salame, brie e heineken gelata a mezzanotte al ritorno da lavoro”.

Scoprii solo 2 settimane dopo, alla riprova della bilancia per vedere risultati tangibili, che la puttana segnava 3 chili in più.

 Ma perché tutte le cose brutte capitano alla gente perbene?

 

 

Realmente accaduta

A proposito di gente perbene (chiedo scusa per i nomi ma non vedo come potrei altrimenti raccontarla)

.

Al telefono

“…com’è il suo cognome?”

“Pegoraro”

“Pecoraro?”

 “No…con la G…”

“Ah…Gecoraro?”

 

Chapeau.

 

 

 

 

Addio al Verginato

Tutte le cose successe all’addio al verginato di Simone, avvenuto nella ridente Laigueglia, sono protette dal più stretto riserbo.

Sono stati 3 giorni piacevoli, con conferme, sorprese, novità.

Il più simpatico e vivace sono stato io.

Non mi piace parlare bene di me (per me parlano i fatti – e non nel senso dei drogati), ma stavolta non posso farne a meno.

Ero preso benissimo e alle 18.15 ero già sul luogo, da solo, per un’ultima ispezione.

Non trovo l’albergo perché è praticamente in montagna, passando per una delle viuzze a sinistra prima della stazione, venendo da Andora.

Imbocco una via a caso “tanto saranno tutte comunicanti” penso.

Col cazzo.

Incrocio una vecchia del luogo, con mento incerottato, probabilmente dovuto ad una caduta di due giorni prima causa età avanzante.

In pratica barcolla ancora.

Io sto cercando via Summit e non so neanche se si pronuncia ‘summit’ o ‘sammit’.

Essendo in Liguria decido per pronunciarla come si legge.

“Scusi, sto cercando via Summit”

“Eeeeeeeeeh, ma è completamente fuori strada!”

(Ma va brutta troia?

Sai perché non scendo dalla macchina e non ti do un pugno?

Non perché hai il mento incerottato come penseresti tu, ma solo perché mi scappa da pisciare e se mi alzo mi faccio la pipì addosso.)

La vecchina me lo spiega con inflessione ligure e scopro che le vie là dietro non sono affatto comunicanti e, anzi, tutte a senso unico.

Riscendo girando a largo, ri-imbocco la via probabilmente giusta.

Vedo una signora che conosco.

Mi fermo, tiro giù il finestrino.

“Ma noi ci conosciamo!” le dico.

“Pare anche a me…!”

“Sono un amico di sua figlia”

“Ah, sei un amico di Dada?”

“Chi??”

“Adriana, Dada…”

Gelo tra noi.

“Mi sa che mi sono sbagliato…arrivederci!”

 

Poi trovo l’albergo, mangio, vado a dormire finchè non vengo svegliato da Vullo alle 23.15.

Il mio compagno di stanza è una sorpresa.

Pulito, educato, silenzioso.

La mattina mi ha portato la Gazzetta, dato da bere, dato una medicina per il mal di testa.

Non si è lamentato alla prima scorreggia che ho fatto come invece è solito fare qualcun altro (Aldo x la precisione).

Chiama casa una volta ogni due ore, padre e marito esemplare.

Gira per i corridoi in boxer, bussa a tutte le stanze, si sente in gita di quarta liceo, si masturba felice nei bagni dell’albergo.

Chiede al cameriere un caffè muschiato in luogo di un caffè macchiato.

Spumpinia tutti i cani di Laigueglia.

 

 

Mi piace riportare qualche gag divertente del weekend.

 

 “C’è ancora il mare? Perché mi sa che l’ho bevuto tutto”

(Fre appena sveglio il sabato)

 

Dieg parla con 2 tipe (2 di tre palle di lardo che abbiamo conosciuto), una delle quali con piercing alla lingua.

L’altra invece sbadiglia.

Lui, occhio di lince “Ah, anche tu hai il piercing alla lingua?”

“No, è l’otturazione al dente.”

(eletta figura di merda del weekend)

 

Il cameriere porta i caffè.

Chiede: “Liscio?”

Lunardi dai 20 metri “Si, liscio che ci metto il carico.”

(per amanti delle briscola)

 

 “Mi fai un panino con lo chantillì?”

(Fre, ore 6.30, stazione di Alassio)

 

Cassiera: “Te ne do 2 tanto so che torni”

(Fre al bancone della discoteca a pagare una consumazione)

 

Ho voluto molto bene a Simon e Dieg, in questi 3 giorni.

 

E’ un po che non ci si sentiva, ma ora che ho di nuovo un ufficio e il mio nuovo portatile datomi dalla ditta sono di nuovo disponibile.

Saluti a tutti, soprattutto a Menato, a Chantillì, a Prociù e a Arrosticino.

Tre dei quali non so chi siano.

 

Socio a Spreca?