IL PUNTO ESTATE 1
Oh già scettici…siamo di nuovo qua…
L’estate avanza inesorabile con il suo SCarico di indumenti e anche le ragazze che in inverno non avremmo mai degnato di un rutto ora diventano improvvisamente e anzi, urgentemente! fattibili, prima che tornino al loro colore invernale (ma fatevi una lampada…) e a coprire quel po’ di carne che ci manda in bambola la parte destra del cervello, quella dell’istinto primordiale.
Ci basta vedere un po’ di pelle in più e salta tutto.
Pa-pam! Ormone a palla.
Se non avessi (quasi) 32 anni e tutti i più cari amici o padri e/o sposati non avrei nulla da ridire sul momento attuale (“non disperare Chri” mi dicono da Londra, in realtà sono quasi tagliato fuori da tutto ).
Però il tempo al solito fugge e non mi spiego perché mi ritrovo sempre in giro al venerdì con Franceschino mio per feste di Liceo.
L’ultima delle quali venerdì scorso.
Arriviamo con la mia macchina e spavaldamente, tipo film anni 70, vorremmo entrare di diritto nel cancello principale del Poli, luogo della sacra celebrazione.
Immagino già stormi di liceali accesi limonanti duro dietro i cespugli, mani maschili su tette femminili (magari da sotto) e mani femminili su pacchi maschili (rigorosamente da sotto), un Twister alla portata di tutti.
Insomma, intanto che tutti questi pensieri corrono su e giù per il cervello, solo leggermente rallentato dall’alcol di cui per una volta non abbiamo abusato, abbasso il finestrino e chiedo a 3 stronze ferme a chiacchierare se si può entrare o no dal cancello principale.
“E. ..Ma...” risponde una delle 3, la più carina forse, col capello scuro legato in una coda abbastanza lunga per poterla acchiappare da lì e trascinarla in autostrada a 180 all’ora.
“O SI, O NO!” la incalza il nostro Fre per metterle pressione, sporgendosi dal sedile del passeggero.
E se avesse avuto una mattonella gliel’avrebbe tirata in faccia, rizzuso com’era.
E lei, avrà avuto 17/18 anni, anziché farsi prendere dal panico e pisciarsi nelle mutande (per altro eccitandoci parecchio) se ne esce con un “No, non si può entrare dal cancello… ma poi questa è la festa del Liceo…voi siete quasi trentenni…”
Scacco matto.
In 3 mosse.
Il bianco muove e vince.
I 2 stronzi invece perdono.
Riesco solo a dire “MA DI’…!!” col quel tono di quando mia madre mi cazziava da piccolo.
Dopo di che faccio manovra e scappo.
Mi fa notare il mio passeggero che in effetti con quel “Ma dì” ho confermato alla ragazzetta che probabilmente di anni ne ho quasi 40.
Noi anziani si voleva solo raggiungere (a ) Dieg e (a) Simon, addetti al beveraggio, non si voleva fare nulla di male alle povere verginelle.
Così dopo esserci leccati le ferite nella nostra fidata cuccia che è Fufy il Rosso andiamo per il secondo tentativo.
Di rincorsa, come.
(Parte da 30 metri la Serbelloni Mazzanti Viendalmare)
Stavolta però parcheggiamo la macchina e scendiamo, arrivando con passo da caporali di giornata per l’ispezione nottruna.
Facciamo per varcare il cancello quando il ci sentiamo dire “No! Aspettate…”
“Perché mai, amico?”
“Perché è automatico e…Ah, ma voi siete vecchi…ma si…entrate pure!...”
Franceschino è ad un passo dalle lacrime, io provo a darmi un contegno con un mezzo (falso) sorriso.
Ma finalmente siamo dentro il maledetto cancello.
Non ci sfugge che i nostri amici sono gli addetti ai cuba e c’è pure una griglia enorme.
Così ci avviciniamo ratti e quatti.
Riusciamo anche ad intortare una certa Barbara, 19 anni, tette tonde e ravvicinate che vorrebbero uscire dalla camicia stretta, la erre moscia, dichiara un terza di reggiseno e riusciamo anche a dire: “Dalle a noi, le mettiamo via e poi quando te le ridiamo, con gli interessi, avrai già una quarta.”
La troia sorrise.
Ce ne andiamo felici e contenti con un panino con sasizza, cipolla e maionese, oltre ai 2 cuba.
Ormai le nostre serate sono ridotte a quello.
Ah, se nascevo ricco…
La massima dell’anno 2007
“Non ci sono ragazze troppo giovani, al massimo ci sono ragazze poco troie.
E allora non ci provo.”
Christian Lunardi
Poveri bastardi
Fare l’immigrato in un paese non tuo non è facile, io lo so bene: non capisci cosa ti dicono, se scherzano, se sono seri, se ti prendono proprio per il culo.
Infatti me ne sono tornato a casa.
Invece i cinesi del cazzo no, loro arrivano sempre di più, si portano i parenti, si fanno delle famiglie.
Così quando vado a mangiare i miei 4 o 5 chili di ravioli al vapore cerco di far cambiare idea a questa gente, che se ne torni al suo piccolo paese giallo.
Tipico esempio di una mia ordinazione al cinese:
“Ravioli, almeno 5”
“Lavioli vapole?”
“Ravioli AL vapore, si…non sono sicuro se 5 o 6,(il tutto agitando le mani per portarla fuori strada) 6 sarebbe meglio ma poi me ne pento, allora fai 5, che 6 sarebbero troppi”
“6 lavioli vapole?”
“Eh ,no…ti dico cinque!… Ravioli AL vapore”
“Da bele?”
“Meglio birra che il vino è pesante e ho la macchina e potrebber, non si sa mai, ritirarmi la patente.
Il vino bianco poi mi dà subito alla testa”
“Un litlo vino bianco?”
“No…appunto dicevo…una birra media…”
Poi mi porta (giustamente) cinque ravioli AL vapore (ma volete usare le preposizioni?).
Mentre me li dà:
“Perché vedi, sarebbe stato bello averne 6, ma poi saziano, cinque, uno in meno, non sembra ma riempie.
Non fa ma fa
C’è e non c’è”
Panico nei suoi occhi “Manca uno?”
Scuoto il capo “Lascia stare…”
Nessuno si stupisca se entrando al cinese vedete una cameriera che starnutisce in un piatto.
E’ il mio, mi sta portando l’ ordinazione.
La frase della settimana
“Tuttapposto?”
Andrea Sprecacenere, fratello illegittimo di Ciullo
Un benvenuto ad una nuova lettrice: il cugino Pam.
Ciao cuggi!