IL PUNTO DELLA 29° GIORNATA
Le coincidenze a volte si sprecano.
Da buon disoccupato, un pomeriggio dopo Centovetrine, stavo guardando il peggior programma mai pensato da una mente umana, ossia Uomini & Donne.
Deve essere impossibile baccagliare una tipa a comando, sotto 1000 riflettori, con qualcuno che ti imbocca, ma soprattutto senza 4 cuba che si agitano nel tuo stomaco come una tempesta e il quinto in mano, a darti quel minimo di dignità che ti compete.
Comunque.
Mi suona il campanello.
Apre mia mamma.
“Che notizie porti, madre?”
“Ti cercano i vigili”
“I vigili? Cazzo avanzano?” e intanto compare la solita vigilessa bionda di Cuorgnè della quale mi sfugge sempre il nome (forse Denise) e che ormai vedo ovunque.
Mi riconosce, non sapeva abitassi lì, e poi spiattella a mia madre che, tosto, andavo in giro urlando cose oscene per le vie innevate di Sestriere e lei, poverina, che cercava di pulire la macchina dalla neve perché non ci vedevano più niente e rischiavano l’incidente.
Dopo vari racconti di vita quotidiana tipo “da Sauze non volevo più scendere” oppure “mio marito in casa non fa un cazzo” e aver collegato da queste 2 frasi che anche lei lassù deve avere scopato, probabilmente col collega, ho cominciato a chiedermi cosa volesse realmente questa Denise alle 3 del pomeriggio a casa mia.
Chiedere a mia madre di andarle a fare le pulizie? Scopare me?
Finché poi tutto si chiarisce: “Ti hanno estratto a fare lo scrutatore per le elezioni.”
Quasi dimenticavo.
Mi ero iscritto nel 1997, MAI stato estratto e questo era contro ogni logica, visto che al liceo in 6 anni (1200 giorni) sono stato estratto 457 volte, una delle quali invalidata perché il mio numero era uscito 2 volte.
(Vendetta atroce delle mie compagne che mi accusavano ingiustamente di togliere il mio numero, il 16…non si aspettavano però che il fato si ritorcesse contro di loro facendo uscire il 16 anche nella seconda estrazione, quando io ero già lì a scaldarmi a bordo cattedra.
Dovevate vedere la mia faccia, simile a quei mafiosi americani che accusano la legge di averli incastrati.
Braccia larghe…“Ma è una vergogna…!”
“Lui toglie il numero!” accusavano loro.
“Ma come…se ce ne sono addirittura due…Chiacchiere e distintivo! Sei solo chiacchiere e distintivo…!”
Acordon sull’orlo di uno svenimento.)
Quando dunque cominciavo a credere nella malafede del Comune di Cuorgnè, ecco presentarsi l’occasione di mandare l’MSI al governo (ricordo che quando lo scrutatore ero io, fosse anche solo per le elezioni di classe, bastava un minimo segno per invalidare la scheda, prevedo un sacco di segni NON VALIDI sulle schede di sinistra).
Sarò al seggio numero 6, alle elementari, e invito tutti a venirmi a trovare, ma soprattutto a pensare bene a quello che voterete.
Siate gentili, siate educati, siate, in una parola, FINI.
(Se sale la sinistra il Punto andrà sul satellite)
A pranzo col papi.
(Da leggersi col tono del più baùscia dei baùscia)
Giovedì il papi mi dice: “Sabato sono dalle tue parti (lui abita a Domodossola) con la Mari, (sua compagna ormai da anni) vieni a pranzo con noi?”
“Ti dico qualcosa in mattinata di sabato perché forse ho un mezzo impegno, papi. Nel caso dove?”
“Da Ivo a Rivarossa.”
Se il papi mi va a mangiare al Mandracchio vado anche io che mi faccio una di quelle mangiate tutto compreso.
Al sabato mattina gli mando il messaggino: “All’una e un quarto di rolex al ristorante, ciao papi! Te vòri ben, ti voglio bene.”
Mi presento all’ora dovuta, tavolo stranamente apparecchiato per 2, e lui dice “Toh, guarda chi c’è!”
Come, “guarda chi c’è!?” Mi ha invitato lui…
“Non ti spettavamo…”
(Si sa, padri e figli non si capiscono mai, la chiamano ‘incomunicabilità’.)
“Ma papi, se ti ho mandato un messaggio stamattina!?”
“No!”
“Si!”
“No!”
“Si!”
“No!”
“Si!”
“Allora me lo hai mandato all’altro numero, l’ho lasciato a casa…”
(Ma quale altro numero… cazzo dice…io ne ho uno solo…)
“Non importa papi, allora come va? Va bene? Il lavoro? Eh papi!?”
Poi lo intorto 2 ore.
Prima balla.
“Sei dimagrito, sai”?
Seconda balla.
“Ma sei bellissimo, papi!”
Ho chiaramente bisogno di soldi.
Intanto mangio di tutto e anche di più, con 2 bottiglie di dolcetto (“tanto lo sai che la prima te la manda indietro…” dico al proprietario…invece no! Era buona!), 4 antipasti, rigatoni con fonduta e porcini (digeriti il lunedì dopo), tagliata di struzzo con patate al forno (dopo che avevo chiesto 12 ostriche ma purtroppo non le aveva, sguardo allibito del papi), bavarese con salsa al porto (tuttora da digerire), caffè corretto, 2 grappe di moscato.
Dopo la prima bottiglia lo convinco a mandarmi in ferie con la Mari (non fraintendete…non ha 40 anni…) che vuole prendersi una settimana a giugno.
“Papi, ma ti pare che mandiamo la Mari, una così bella donna, da sola in Egitto una settimana? Ma vado io con lei no? che te lo faccio volentieri sto favore! Ovviamente paghi tu che io ad agosto dovrei andare in Kenia col Francesco Maria.”
“Si, dai Mirco, che andiamo io e lui in Egitto” ora anche la Mari lo intorta.
“Cazzo volete da me, non può pagarsela lui?”
“Ma Mirco…!”
“Ma papi…!”
Alla seconda grappa, con la palpebra un po’ pesante e la lingua impastata, il papi mi si scioglie: “Pensavo…devo prendere la macchina alla Mari…quasi quasi mi prendo la macchina nuova io, giri la C3 a lei e tu ti prendi il mio BMW?”
520i, diesel, 12 Km con un litro, blu metallizzato, un bel 2000 sotto il culo…aspettavo questa proposta dal ’99, già mi vedo arrivare al G-Point parcheggiando vicino alla giraffa.
“Papi, vuoi un’altra grappetta? Dai, fatti l’ultima...” che magari ci esce pure la vacanza in Kenia.
(Quando fa il brillante così viene voglia quasi di abbracciarlo, il papi.)
Poi mi presenta tutti i costi del Bmw facendomi credere che lui all’anno spende meno di me, tra assicurazione, tagliando all’anno (!), gomme, olio, mi tira fuori tutti i cavilli che la sua assicurazione gli copre.
Parte l’invettiva contro le assicurazioni:
“Ma tu ce l’hai l’assicurazione sul guidatore? (“non so neanche più come mi chiamo, papi, che ho bevuto una boccia di vino e 2 grappe, vuoi che sappia se ho quella cosa lì?”)
Le assicurazioni ti fregano, non te lo dicono ma assicurano solo i danni ai passeggeri, ma non al proprietario, che così fa un incidente, si fa male e non è risarcito.
Ma mica te lo dicono, LORO…
Sono furbi, LORO…(ma con chi ce l’ha il papi?)
Aah, ma a me non mi fregano più…”
(Simone!? Che storia e’ questa? Verificare.)
Insomma…a malincuore tengo la C3, forse in giugno vado in Egitto e ho proposto il prossimo ristorante dove mangeremo (a spese sue): da Michel a Quagliuzzo che è un po’ che non mangio l’aragostina.
Ciao papi!
La giornata di Fanta.
“Pensar male è sbagliato, ma spesso si indovina”
Sen. Giulio Andreotti
Credo nella buona fede di tutti, altrimenti avrei già smesso.
Ma diverse cose ho da dire e vado a farlo, seguitemi con attenzione.
E’ vero che non è solo un gioco perché c’è dietro molto di più, oltre ai soldi che, pur non essendo tanti, sempre soldi sono.
Ci sono dietro fiducia e amicizia.
Per cui, se è vero che le combine esistono da sempre e in qualsiasi competizione, spero che la FantaLega degli Artisti ne rimanga assolutamente fuori, perché come a scopa non si parla e non ci si fanno segni, tanto per rimanere in ambito di bar, così non si fanno formazioni ad hoc a partita avvenuta o non le si mandano mezz’ora dopo il termine ultimo.
Approfittando del fatto che si è amici si sa bene che è difficile che qualcuno faccia ricorso, soprattutto dopo quei “27 maledetti secondi”.
In questi anni però qualcosa si strano mi è arrivato.
L’altr’anno ho sentito parlare di qualcuno che ha mandato a qualcun altro 4 formazioni.
Quest’anno non mi spiego bene un paio di partite, anche se so che a questo gioco tutto può capitare.
Quindi fiducia illimitata a tutti, chi ha fregato un amico per vincere un campionato di Fantacalcio non potrà mai godersi fino in fondo la vittoria.
Perdo 1 a 0 contro Franceschino che mi supera e prova a raggiungere Anto, che grazie alla doppietta di Paci (8 e 6 quattordici, modificatore da +3) batte Vullo per 2 a 1.
Le scelte ‘discutibili’ di Vullo sarebbero di aver lasciato fuori Bucci contro un’Inter in forma, e avere scelto Terlizzi (5 gol quest’anno) al posto di Biava (0 gol? 1 gol?).
La storia si può leggere da più parti.
Simone perde incredibilmente una partita che avrei detto già vinta lasciando fuori Gattuso e causa anche l’espulsione dello zingaro Nedved (cosa dicevo io di Nedved…?).
Ma il fatto di non raggiungere il 66 con gol di Kakà e Sheva è preoccupante.
Edo le prende dall’Once che in 11 e senza gol fa ben 72 punti, il Gatto regola Aldo e Mattia sale al terzo posto battendo, in 10, l’amico fraterno Bolton.
So per certo che all’amico fraterno Bolton piacerebbe vedere o sentire Fusione al di fuori del Fanta. O era tuo amico solo perché da lui hai copiato tutte le versioni? Pensaci.
La mia opinione è che il campionato sia andato, ma i 120 euro del secondo posto siano lì alla portata di 4 persone almeno.
Prossimo sabato semifinali calde di Coppa Italia, soprattutto la parte bassa…spicca un Dinamo Chriev – Florentia Viola proprio niente male, visto l’odio tra le 2 squadre e la reciproca, cordiale antipatia dei due Fantapresidenti.
Nella parte alta Pao – Vullareal, dalla quale uscirà la vincente.
Brividi d’estate.
Una storia strana, non so quanto sia vera anche se l’ho vissuta in prima persona.
Dovevo aspettarmelo, dopo tutti i Dylan Dog che ho letto, di trovarmi di fronte ad un caso estremo, forse dovuto alla troppa afa.
Quel pomeriggio d’agosto del 2004 non faceva semplicemente caldo.
No, si schiattava.
Toccava fare 2 docce al giorno almeno, una delle quali a metà pomeriggio.
Toltomi gli occhiali, mi dirigevo non vedente tipo Mr. Magoo in boxer verso il bagno, fino a vedere nella vasca una macchia nera.
“Mazza che schifo…un ragno.”
Spesso nella mia vasca ci sono ragni di tutti i tipi, non so da dove arrivino, ma essendo la casa abbastanza vecchia ci saranno nidi di ragni ovunque.
Questo però sembrava enorme.
Mi avvicino, mi ritraggo, rifletto ma mi rifiuto di crederci.
Poi realizzo e mi si gela il sangue.
(Come quando Silvietta mia mi disse “Ti lascio per un giocatore di basket”. “Ala?” “No, guardia” “Ah, guardia?” “Si, ciao, mi dispiace”)
Ho capito cosa vuol dire avere un brivido lungo la schiena e su tutto il corpo.
Mica era un ragno…era uno scorpione.
Il 99 percento della popolazione avrebbe urlato cose del tipo “Aaaaaahhh!”.
Io invece, molto freddamente, devo decidere se fare 3 passi indietro, sedermi sulla tazza e farla lì anziché farmela addosso oppure, opzione due, catturare la belva e andarla a vendere al negozio di animali di Cuorgnè.
Opto per il business e prendo uno di quei contenitori di plastica per alimenti, tolgo il tappo di plastica dopo averlo bucato (la bestiola doveva pur respirare) e vado a caccia dell’animale, ancora nella mia vasca e chissà da quando.
Intanto che finisce di insaponarsi, però, vorrei sapere qualcosa di più su di lui.
Chiamo il negozio di animali e mi dicono che loro non trattano il prodotto, non sanno se è velenoso o meno e non capiscono se li sto pigliando per il culo oppure – novità – è tutto vero.
La mia religione mi impedisce di mandarli a cagare e riattacco.
Stanotte andrò a sfondargli la vetrina a sassate.
Chiamo il papà di Panerio che è Vigile Urbano e chiedo il da farsi.
Papà di Panerio incredulo: “Chiama i Carabinieri”.
Carabinieri dubbiosi “Chiama i Pompieri”.
Pompieri scettici “Chiama i Forestali”.
Merda. Quando ero piccolo bastava chiamare papà. (Il mio, non il sig. Trione)
Che era incredulo/scettico/diffidente, però correva.
Allora chiamo la forestale.
“Pronto Forestale dica?”
“Ciao, sono il bambino Christian, sono a casa da solo, ho uno scorpione nella vasca da bagno e nessuno mi aiuta, che volèmo fà?”
“Ah, può essere (tac), soprattutto se è una casa vecchia (tac)” tutto torna anche per loro.
“Ma…è velenoso?”
“No…MA NON TOCCARLO EH!?”
“Ma allora è velenoso…”
“Non è velenoso non preoccuparti… MA NON TOCCARLO EH!?”
“Cosa me ne faccio dopo che l’ho preso? Il negozio non mi tratta il prodotto.”
“Ah, capisco. Prendilo e poi liberalo in un prato o su delle rocce.”
Poso il telefono.
Mi metto una maglia prima di farmi pizzicare.
Comincia la battaglia.
Lo presso subito alto col contenitore e lui si ritrae, ma la vasca è scivolosa e lui è già chiuso all’angolo.
Sembra fatta.
Invece novità: colpo di coda!!
Mi ritraggo e torno seduto sul cesso col fiatone…sottovalutavo il colpo di coda improvviso col quale esce dall’angolo, l’ho sentito anche soffiare!
Quando si è allungato sarà arrivato al massimo a 12 centimetri di lunghezza.
Però trovatevici voi!
Io ho un po’ di caga, il forestale non mi ha chiarito in modo definitivo se può essere che oggi io muoia oppure no.
Pensate a mia madre che rientra dalle ferie dopo una settimana e mi trova cadavere in bagno con un nido di scorpioni che mi camminano sulla pancia.
Ma a ripensarci, la cosa che mi fa rabbrividire davvero era il suo rumore sulla ceramica della vasca, rumore tipo ghiaia o sassi che picchettano contro un vetro o contro la ceramica stessa.
Aiutandomi con qualcosa (forse il mio spazzolino da denti?) e urlando frasi disconnesse tipo “Sei mio, bastardo!” o anche “Ci sei, schifoso!” lo spingo nel contenitore e chiudo il tappo.
Vittoria, ma sono tutto sudato, dovrei farmi una doccia ma non me la sento.
Lo guardo attraverso il contenitore.
Anche lui ha una faccia, 2 occhi, una bocca, un’espressione triste e forse rassegnata.
“Ma no, tato, mica ti sto per uccidere.”
(Nella giungla sarei morto al secondo giorno)
Lui mi scodinzola, pare, ma io non mi commuovo, per ora rimane lì dentro, non si discute neanche.
Suono a tutti quelli del mio pianerottolo per mostrare il trofeo e poi vado a liberarlo nel giardino di Alby, che lì ci sono anche le rocce.
Nota a margine
A me sembra una storia incredibile, eppur vera.
L’ho raccontata ad uno al quale deve per forza essere successo qualcosa di più incredibile ed infatti mi ha detto “Pensa che io in Croazia me lo sono trovato nel letto”.
Se io me lo fossi trovato nel letto a lui sarebbe successo di trovarselo nel piatto.
(Ovviamente non l’ho liberato nel giardino di Alby ma all’Orco)
Bene, avrei finito se me lo concedete, non ho ancora un lavoro ma ho prenotato le vacanze in Kenia alla faccia di Fre che voleva seminarmi.
L’ho fatto per il semplice motivo che in questa vitaccia ogni tanto bisogna avere un atteggiamento positivo.
Mi ammiro, davvero.
Ah, non ditelo a mia madre finchè non vi dico che avrò trovato lavoro!
Soprattutto tu, Franceschino, venerdì carbonazza da me, ho bisogno di un po’ di chiacchiere tra donne, tanto dopo mia mamma va a cantare per la Messa di Pasqua.
Il Bacardi 8 è già in dispensa, la Coca l’ho presa oggi.
Per una volta non portare niente.
Un bacio.