IL PUNTO DELLA 27° GIORNATA

Toh, chi c’è…il Punto!

 

Dovreste vedere le vostre facce meravigliate in questo momento: sono più brutte del solito.

E ce ne va eh?

Qualcuno di voi si sarà pur chiesto che fine avessi fatto e perché mai suddetta rubrica non uscisse più dal 25 gennaio.

D’altra parte altri si saranno chiesti se non potevo rimanere dov’ero.

(I miei detrattori si pentiranno di aver detto questo, gli squali non mi avranno mai.

Quando penserete di avermi fatto vostro avrete commesso l’errore più grosso della vostra triste settimana. E sarà troppo tardi.)

 

Dal 25 gennaio ero in pianta stabile ad Oulx/Sauze d’Oulx.

Mesi duri, mesi d’inferno.

Trombavano tutti.

Tranne me.

In confronto Rimini era un monastero.

Per un complessato questo potrebbe essere il colpo di grazia.

Potrebbe essere lo scacco matto che lo chiude definitivamente nel suo stato autistico fino alla fine dei suoi giorni.

Se non che io non sono affatto complessato.

Dirò di più: ero stato a Rimini nel lontano 1995, partito l’8 di luglio, il giorno della mia maturità (39 meritatissimi sessantesimi) insieme ad altri 5.

“A Rimini si carica sicuro” sentenziavano i soliti gufi già al 7 pomeriggio.

Non ho ne ho vista una in sette giorni.

Eppure, oggi come allora, anche io ho degli ottimi argomenti.

Non mi sono mai spiegato questa mia inferiorità in mezzo al branco.

Nel branco, vai a sapere come, trionfano i cazzoni come Ciullo.

Voglio raccontarvi il suo arrivo ai siti olimpici.

 

Girava voce da giorni che stesse per salire, eravamo intorno al 28 gennaio.

Quando mi chiamava faceva il vago.

“Arrivo domani” diceva sempre.

E io che avevo intorno un paio di ochette impressionabili: “Si presidente”

“Ce n’è papocchia?”

“Si dottore, qualcosa c’è”

“Bionde?”

“Abbiamo vari tipi, sono sicuro che andranno incontro alle sue esigenze”

Poi riattaccando annunciavo a queste gentili mignotte che non sapevano chi fosse Anto “era il dottor Ciullo, il nostro presidente, sarà qua a giorni, mi raccomando”.

 

Poi è partito.

Ma prima, in ditta, gli hanno detto di andare a noleggiarsi una macchina.

Dovete sapere, ed è una cosa che non mi spiego, che Antonello ha la carta di credito aziendale.

La Network gli ha dato fondi illimitati.

E lui, da Rivarolo e con la rincorsa, sta andando ad affittarsi la macchina a Caselle.

Entra.

“Buongiorno, sono Antonello Ciullo” dà la mano.

“Dica”

“Voglio la macchina PIÙ GRANDE che avete.”

“Avremmo quella Croma là…”

Ma il dottore storce il naso, questo non ha mica capito...

“La golf?”

Per carità, ma con chi pensa di parlare?

“Allora ci sarebbe quella, appena uscita dalla fabbrica, 4 chilometri”

“Quattro chilometri? E dove cazzo siete andati?!”

Alfa 159 ultimissimo modello, color ruggine metallizzata, accensione elettronica, tutto quello che volete in una macchina c’era.

La prende, parte, arriva.

Parcheggia fuori dalla tensostruttura costruita apposta per noi.

La gente dentro lo vede parcheggiare e chi non lo conosce si incuriosisce.

Viene a vedere, lo segue, lo scruta, lo annusa.

Lui entra abbronzatissimo, sorriso stampato a 154 denti, si fa largo tra la folla aprendo le acque come Mosè, stringe 57 mani, saluta tutti, promette 20 caffè, organizza 2 cene al volo, si ferma, allarga le braccia e in quel momento tutti sono immobili e tacciono, con espressione grave, quais a chiedere scusa, dice:

“Oh, sono 10 giorni che non mi faccio una lampada…”

 

Il suo soggiorno allietato da una bionda molto provocante dell’83 che non lo ha fatto dormire per 21 notti consecutive (record olimpico).

Io invece sempre dormito come un sasso, non avevo di questi problemi.

Anzi, mi sbilancio e dico che una volta che tutti i lupi della steppa se ne sono andati da Sauze e che avevo trovato un ragazza gentile e carina che gradiva la mia compagnia era lei che all’ultimo mi diceva “non esco, ho sonno”.

Che sfigato.

 

Le giornate di Fanta

Non sto a perdermi in puttanate.

Il mio campionato è finito quando hanno rotto la caviglia a Totti.

Per la felicità di TUTTI.

Avevo uno dei portieri più forti del campionato e si è rotto la gamba.

Avevo il giocatore italiano più forte e si è rotto la caviglia.

Nonostante questo sono terzo a 4 punti.

Ma punto tutto sulla Coppa Italia, che è più casuale.

Per il titolo vedo molto bene Mattia, il solito Antonello, Simone e Fre.

Divertitevi voi.

Io mi chiamo fuori.

 

Sono stato lontano dal ridente Canavese per 2 mesi e non è cambiato nulla.

Entrando ieri al Bar degli Artisti ho visto le solite 4 persone giocare a Tressette, ho fatto un giro per Cuorgnè notando l’aumento di Cinesi e Musulmani (tutti in coda alla posta per rimanere,  ma tornatevene tutti a casa santo dio…), ho mangiato all’Happy Break accusando i soliti problemi di stomaco.

L’unica nota positiva di suddetto posto è che ci lavora una delle mie preferite, per gli amici quella che Rosi (“vuoi il cacao nel cappuccino Chrish-tià?”) spaccia per sua sorella.

Tutto il resto è noia.

 

Capitolo calcetto.

Non gioco da dicembre.

Senza di me i ragazzi sono arrivati a -5 dalla vetta, al quarto posto.

Mi sento già osservato speciale.

Venerdì 17 ore 21 ad Oglianico.

 

Capitolo lavoro.

Sono di nuovo disoccupato.

Aggravante, hanno chiuso i casinò on-line.

Tocca davvero cercarmi un altra occupazione.

 

Capitolo donne.

A chi mi accusa di averne troppe dico che non mi sono mai piaciute le approssimazioni per eccesso.

Non ho più visto una determinata ragazza che tanto mi piaceva quanto non mi cagava.

Le mie 2 fidanzate storiche si sono perse.

Una, psicologicamente debole, con un ragazzo siciliano, l’altra, psicologicamente instabile, è in Spagna.

Le mie preferite (la lista ufficiale è in mano alla Boffa) un vago ricordo.

L’unica che mi interessa è rimasta a Sauze in quanto indigena del luogo (nota per Sweet Renato: rimandami su!), ma nella mia infinita razionalità non credo a storie a distanza.

In più: dichiaro ufficialmente di non fidarmi più delle donne, e già mi fidavo poco, dopo tutto quello che ho visto in questi 2 mesi.

Non vado oltre, sto cercando di rientrare nella solita routine e sono ancora un po’ confuso.

 

Per tutti i colleghi della Network che hanno lavorato con me e che ho conosciuto in questo periodo speciale: un saluto dal Site Leader meno ascoltato della Val di Susa.

Non sto a raccontare tutte le gag che ci sono state perché estrapolate dal contesto non hanno senso.

 

Il Punto dovrebbe tornare ad uscire regolarmente.

Ciao a tutti, alla prossima settimana!