IL PUNTO DEL PRE - SEASON

 

Ragazzi miei…ho aspettato solo 24 anni…e siamo di nuovo CAMPIONI DEL MONDO!

La pelle d’oca si impossessa di me al solo scrivelo…

Che belli gli incontri la sera del 9 luglio con Alby e Panerio, le lacrime nascoste sulle loro spalle, la festa che aspettavamo tutti.

Perché abbiamo festeggiato solo una sera?

Ditemi perché!!!!!!!

 

 

Verbi transitivi, questi sconosciuti.

Al bar ci sono problemi di verbi.

Gravi.

Quest’influenza a mettere la ‘a’ dopo i verbi transitivi mi sta contagiando ed è sbagliato.

 

‘Vedere’ (verbo molto usato), ‘chiamare’ e ‘sentire’ non vogliono essere seguiti da ‘a’, ma non sono i soli.

E’ sbagliato dire  “Ho visto a Parola” e anche “Ho chiamato a Parola”, che per altro potrebbe non avere sentito.

 

Anche due imperfetti nella stessa frase stonano.

“Pensavo che dicevi”, “Credevo che pensavi”, “Dicevo che credevi” sono sbagliate e si sente.

Poi le ragazze pensano che siamo ignoranti.

(Ah, se nascevo ricco…)

E hanno ragione, Cristo!

 

Nuova frase simbolo

“Volevi che venivo a spade…?”

                                    Bar degli Artisti, Sprecacenere dott. Andrea

 

(Intendeva dire: “Magari avresti voluto che venissi a spade”)

 

Il falso e dorato mondo di internet.

Incuriosito da qualche voce che assicurava che su internet si fanno incontri, si trova l’anima gemella, insomma si ciula, mi sono documentato.

Mi sono iscritto ad almeno 4 siti di incontri, ci va un attimo e si ricevono una trentina di foto di ragazze che vivono nella tua regione/zona che sono lì per quello.

Qualcuna si fa pure fotografare con la patafiora al vento.

“Santo Cielo, il Paradiso!” mi è venuto da pensare.

Poi la realtà: i ragazzi possono iscriversi solo 2 o3 giorni, poi devono pagare un tot al mese.

Ma a sto punto vado a puttane. E mi scusi.

Le ragazze invece possono stare iscritte gratis.

(Come lo so? Mi sono iscritto con un nome femminile inventato, tipo, non ricordo bene, Valeria Boffa)

Così, non volendo pagare, mi sono iscritto ad una chat.

Doppiamente.

Sia con un nick maschile che con uno femminile.

Spiego come funziona.

Si entra in una stanza e si comincia a scrivere minchiate.

Il problema è che un sacco di gente (tutti?) pensa di poter vivere così, in un mondo virtuale, senza avere mai visto gli altri.

Del tipo “Ciao Jenny_79, oggi mangiamo insieme?” “Certo, SuperSimpa478, cucini tu?” e tutte queste cose che mi fanno rabbrividire.

Non è vero niente ma non se ne rendono conto!

Poi ci sono quelli che cercano del sesso immediato e facile (io), quindi entrano nella stanza della loro città e martellano le ragazze della chat che sono anche loro lì per quello.

In verità poche, ma ci sono.

Mi sono poi reso conto, col mio nick femminile ossia fra_curiosa (l’ho scelto stuzzicante), di come baccagliano i ragazzi in chat.

Quando entro in una stanza vengo contattato(a) in privato da almeno 30 maschi, ognuno dei quali ha la propria maniera di baccagliare.

Tipo: “Ciao, fai i bocchini?”

Oppure: “Ciao, apri le gambe?”

Ma anche: “Ehi curiosona, hai voglia?”

E non poteva mancare il “Curiosa di cosa?”

Per cui, una donna vogliosa trova quello che vuole in una chat.

E’ un pericolo per le vostre/nostre mogli/fidanzate/ragazze, pensateci molto bene quando la vostra ragazza vi dirà che è in una chat, che chiacchiera con amici.

Esiste anche il sesso virtuale e va catalogato alla voce “tradimento”.

Attenti.

 

Terzo Mondo

Si ragazzi, il Terzo Mondo esiste, io l’ho visto!

Ho raggiunto il Kenya insieme ai miei inseparabili cazzespierti delle vacanze il giorno 30 agosto.

Avevamo il solito aereo ad aspettarci a Malpensa alle 0.25, dovevamo fare scalo a Roma e poi altre 7 ore fino a Mombasa.

Milano – Roma – Mombasa. E’ chiaro.

Per evitare il disastro dell’altr’anno (vedere Punto relativo) partiamo da casa mia alle 18.30, cioè 6 ore prima.

Prima tappa: 100 metri dopo il ponte sull’Orco a Rivarolo, ossia 1 minuto e 50 secondi dopo avere caricato Fre.

Aldo accosta tra lo stupore generale e mi dice “Chri, scendi e controlla che ci siano tutti i bagagli”.

“Come scusa!?”

“Controlla…MAGARI quando ho tolto il tuo per mettere quello di Fre non ho poi rimesso il tuo, o MAGARI quello di Fra”

(Magari questo non è Aldo, è un alieno.

Magari non ha la patente.

Magari mi sta rapendo.

Magari mi butto all’Orco.)

Avevo già i brividi.

Invece azzecchiamo al volo la strada ma in aeroporto troviamo subito una coda lunghissima per il check-in.

Un classico. Sempre la coda più lunga.

Ma voi dimenticate una cosa: io ero coi 3 cazzespierti.

Chiedo una volta: “Ma è questa la nostra fila?”

“Si (il tono è già scazzato), non vedi che c’è scritto Zanzibar – Mombasa?”

(Zanzibar??)

Dopo un quarto d’ora Fre e Aldo vanno a fumare.

Benissimo, era ora.

Rimango solo con Fra, anello debole e più plasmabile.

“Fra, ma siamo sicuri sicuri?”

“Va bè va, Vado a vedere”

Fra è buona e gentile.

Va.

Torna.

“Si si, è questa, Zanzibar – Mombasa”

(Zanzibar? Perché Zanzibar? Andiamo a Zanzibar anche? E non lo sapevo?”)

Tornano i 2 fenomeni, passa un altro quarto d’ora.

Si avvicina un tale qualsiasi e mette subito agitazione a noi 4 pastori Canavesani: “Madonna, fino alle 2.45 è lunga…” dice così, senza che nessuno gli chieda niente.

Ma il nostro aereo non partiva a mezzanotte e 25?

Fre “Cazzo, figurati se non c’era il solito ritardo ebreo” e va a vedere anche lui il monitor con gli orari.

Torna,

“Si cazzo, parte alle 2 e mezza…Dio bambino…”

Siamo in coda da 35 minuti e l’aereo parte tra 5 ore. Bene

Non è per sfiducia, ma vado a vedere anche io il monitor.

 

(Estratto del monitor dell’aeroporto di Milano – Malpensa, leggetelo bene)

 

1 - 11.30         Paris                            Gate B

2 - 0.25           Roma – Mombasa       Gate E

3 - 1.00           Frankfurt                     Gate A

4 - 2.25           Zanzibar – Mombasa   Gate di sti cazzi che ora torno là e li meno. E mi scusi.

 

Perché, secondo voi qual era il nostro aereo? 1, 2, 3 o 4?

Lo capiva anche mia nonna che non sa leggere.

Insomma torno nella fila.

“Il nostro aereo non è ZANZIBAR – MOMBASA ma ROMA – MOMBASA…”

“Allora la nostra coda non è questa ma…quella” e mi indicano un check-in senza NESSUNO in coda, solo l’impiegata annoiata che aspetta gente sveglia per la consegna bagagli.

Ho fatto più di mezz’ora di coda quando per la prima volta in vita mia (posta, supermercato, stadio) non la dovevo fare?

Un buon inizio.

Poi, sosta duty free, scorta sigarette fino a Capodanno.

“Ma siamo sicuri che ce le fanno entrare?”

“Ma che cazzo vuoi saperne tu, quella alla cassa ha detto 2 a testa…”

Repentino cambio di scena, 10 ore dopo: Dogana di Mombasa.

“Have you cigarettes?”

Fre: “Eh!? Vuoi una sigaretta!?”

Aldo, improvvisamente poliglotta: “No, chiede se hai sigarette”

Fre mostra le 4 stecche in 2.

Doganiere: “Ahi ahi ahi”

Multa (13 euro che diventano 15 perché non accettavano le monete…Kenya; paese di morti di fame), fermi 20 minuti e il pullman della Francorosso che aspetta i soliti 4.

 

Stranamente i 3 campiuni hanno finito qua il loro show vacanziero, peccato, ho passato una buona vacanza, forse rivado con loro il prossimo anno.

 

(Picco di cinismo: tavolata di aragoste e pesci alla griglia su una spiaggia insieme ad una piccola comitiva di italiani. Il cibo è tanto e buonissimo.

Qualcuno fa timidamente notare che se avanza qualcosa andrebbe ai bambini poveri della spiaggia.

Sono strapieno e non me lo faccio ripetere 2 volte “Posso finire il pesce? Non vorrei che i bambini si ingozzassero.”

 

Asta

Dinamo facta est.

Maluccio, ma è fatta.

L’attacco giallo-blu è Francesco mio (ti giuro amore – un amore eterno) – Saudati (bentornato!) – Frick.

Dopo 15 ore di asta è arrivato Alby dicendomi “Ciao, vorrei ridere un po’, mi fai vedere il tuo attacco?”.

Ammetto, volevo Totti e mi sono svenato, così.non ho preso nessun altro. Staremo a vedere.

Rideremo alla fine.

 

Dicevo: 15 ore di asta veramente snervanti (le prime due ore andava oin bagno ogni mezz’ora, dovuto alla dieta africana forse), partiti alle ore 15.00 a casa di Vullo con 16 litri di birra, 2 bottiglie di rhum e 500 coca cole, abbiamo drammaticamente terminato le birre alle 19.45, salvo qualche lattina tenuta gelosamente nascosta per le pizze.

Eravamo in 13, come all’ultima cena (o penultima? Non era poi resuscitato Gesù? E non ha più fatto cene? Impossibile. Credo che l’ultima cena sia un falso storico.)

Non mi sono divertito molto, gli anziani si facevano i cazzi loro e anziché fare asta si accordavano sfacciatamente davanti a tutti (io almeno mandavo bigliettini cercando di non farmi vedere).

Immagino i 3 nuovi (Sandro C., Beppe V. e Dimone D.S.) come si siano sentiti.

Ma chissenefrega!

 

Eletto il più odioso: per la prima volta in 5 anni non è stato Simone Frattini ma Guido “The Cat” Tomasi Cont, che pretendeva (solo per essere andato a prendere le pizze per tutti) di fare asta dal cortile, perdendosi così l’importantissimo Biso, senza il quale il Catania non girerebbe per il verso giusto.

 

Ora di cena: la prima svolta della serata: mi sbagliano pizza.

Quattro stagioni anziché 4 formaggi.

Provo ad accennare un “Piuttosto che la quattro stagioni non mangio” ma nessuno si muove a pietà anzi, mi devo sbrigare a mangiare prima che me la facciano fuori.

Ma i carciofi sulla pizza fanno CAGARE.

 

Alla 10° ora la seconda svolta: viene annunciato Francesco Totti.

Sono quello che ha più soldi, so già di prenderlo, vorrei non strapagarlo.

E’ tutto il pomeriggio che minaccio “O me lo lasciate o non gioco più” e che faccio sentire i gol del Capitano commentati da Zampa.

Saltano gli accordi sottobanco con Frattini (mi aveva quasi giurato di non portarmelo a prezzi folli), si intromette Vullo.

Ho un calo di zuccheri (il solito) quando quest’ultimo me lo porta oltre gli 850 fantacrediti.

Devo sentire mia madre se abbiamo ancora quei soldi in borsa e nel caso impegnarli.

Ma Totti deve restare, altrimenti non gioco più.

O Totti o morte.

 

Alla 14esima ora e mezza l’ultima svolta: rissa sfiorata (“Ti alzo le mani”) e abbandono di uno degli astanti (“Che vuoi da me figliolo?”).

Il tutto (credo) per chi dovesse prendere Mustafà Muslimovic, il pezzo più ambito.

Panico.

Provo a portare la calma minimizzando ma vengo azzannato (“Non sono un coglione”).

Approfitto della situazione provando a farmi girare Pizarro ma vengo ignorato e mi sputano su un piede.

Si risolve tutto il giorno dopo a tarallucci e vino.

Si può partire, sabato ore 18.00 è già derby del Centro Storico di  Cuorgnè: BarcelVona – Dinamo Chriev.

 

Nota per Dice

Siccome non capisci mai niente, ecco la ragazza che portai al Nestoris, ritratta con la stessa espressione che ha ora che sta leggendo il Punto di oggi.

Ora forse hai capito?