IL PUNTO DELLA 17° GIORNATA

“O Castagnazzo e Palazzo, siete due teste di cazzo”

E’ una vecchia nenia della 5° C “Aldo Moro” anno 94/95, ragazzi mi mancate tutti.

Mi chiedo come nella mia classe potessero coesistere teste calde come Bietto –Lunardi –Garelli – Frattini.

Eppure mai nessun sospeso.

Nonostante rotoli di carta igienica lanciata dalla finestra a simulare la scenografia del derby.

Nonostante battaglie di gessi e tappi delle bic fiondati con gli elastici delle nostre inutili cartelline negli occhi delle nostre compagne che ci gridavano “smettetela, immaturi!”.

Loro, mature, facevano già cose con la Nutella che noi imberbi sognavamo solo nei nostri sogni più intimi e bagnati.

Si dovette aspettare almeno fino alla quarta liceo per palpare quel ben di Dio di mano propria, perchè fino a quell’anno ci pensavano quelli del ‘71/’72/’73 a togliere loro determinate voglie.

 

Ma una domanda mi sovviene – oltre all’eterno e alle morte stagioni – ora che ripenso a quei giorni felici e spensierati: ricorderete tutti voi che al Liceo c’era tale Roberto sempre in aula di fisica (ma se c’era da pulirla chiamava la bidella).

Bel fisico asciutto, barba, occhiale da attore, sempre abbronzato, si poteva dirgli ciao.

Se qualcuno mi vuole spiegare cosa faceva tutto il giorno e come si giustificava il suo stipendio.

In aula di fisica saremo andati 3 volte: la prima a verificare che esistesse davvero e che sulla piantina della scuola non si fossero sbagliati.

La seconda per errore pensando di entrare in sala proiezioni.

La terza per verificare davvero che una pallina di ferro rotolava lungo un piano inclinato di 30° esattamente nel tempo che dicevano il nostro prof. Berta e l’enigmatico sig. Roberto e che avevano scritto sulla lavagna, salvo errori dovuti a:

-         attrito

-         temperatura

-         pressione

-         scollatura di Patrizia Garoia che al tempo era davvero ben messa

-         gente che soffiava di traverso alla pallina

Secondo me non si provava una bella ceppa, ma si perdeva un’ora buona se non due.

 

Niente a che vedere con l’aula di chimica, luogo dove si è consumata una delle scene più drammatiche degli ultimi 23 anni.

A fine seconda liceo, ultimo giorno, irrompe la Rosso di cui vi ho parlato una o due volte fa, portando le versioni di Latino.

Io quell’anno ero stranamente salvo da diverse giornate.

Franceschino mio invece aveva quest’ultimo scontro diretto che gli avrebbe detto se avrebbe passato l’estate su Catullo, Virgilio e “Titire tu patulae recubans sub tegmine fagi”, di gran lunga l’incipit che mi ricordo meglio di quell’anno (dovete sapere che sono autistico e ricordo in maniera netta certi particolari), oppure solo sui libri di matematica, chè anche lì era carente e la Spirolazzi non perdonava.

Insomma quando la Rosso passa da Garelli a lasciare il foglio girato all’ingiù (per la privacy) e lui lo gira (4 e 1/2) tutti possono sentire chiaramente (“EPPORCO D*O…”) che, beato lui, si sarebbe rivisto con la Rosso già agli inizi di settembre.

 

Neanche anni dopo quell’aula fu per lui luogo di gioie.

In un’esercitazione a gruppi di 3 (io, lui e Baiano) l’Acordon dava ad ogni gruppo un elemento chimico da bruciare alla fiamma e verificare che ogni elemento emetteva un colore differente.

Bella cagata, verissimo, ma si perdeva un’altra ora a fare un cazzo.

Insomma si ferma da un gruppo e gli dà (dico a caso) il cobalto, da un altro e gli da il cromo.

Poi viene da noi, alza la testa.

“A voi tre do lo stronzio, indovinate come mai?”

 

Non mi dilungherò oltre sul Liceo, ne avrei a miliardi.

(Simone Frattini giurò di avere visto il crossing over in una cellula con un microscopio elettronico a scansione…come vedere l’acqua su Marte con binocolo. Insultato, non si permise di vedere più nulla.)

 

La Giornata di Fanta

Niente da fare per Franceschino…non vince più da quando è tornato a frequentarmi pure al venerdì a cena.

Pareggia contro Aldo e rimane al terzo posto.

Io salgo al quarto e oggi che scrivo stiamo giocando contro.

Hanno appena segnato Francesco mio, Cannavaro P. (se non gioca Pfertzel, figlio di Pnerr) e per lui Tavano sul solito rigore regalato al Deportivo e Barzagli che non segnava dalla guerra di Crimea.

O cazzo, raddoppio di Totti, mi sembra di sentire bestemmie provenire da via Ivrea 5, Rivarolo Canavese.

 

Ma parliamo di quello che è già avvenuto.

Ciullo sconfitto da Maio e Simone da Vullo rimangono fermi al loro posto.

Io salgo incredibilmente a -5 (quarto posto) battendo il Gatto e superandolo.

Locatelli ha di nuovo fatto le cose per bene e Totti e Foggia sfornano assist per le loro punte.

Il Gatto ha solo Bazzani. Saluti Rubio!

 

Diego perde contro Bolton e Edo contro Mattia, che ancora crede nello scudetto.

La classifica davanti è cortissima e può succedere di tutto.

Se batto Fre, poco probabile, sono terzo a pari punti.

Un sogno.

No, peggio, un’utopia.

 

“Chi non lavora…

…non fa l’amore” diceva A.Celentano.

Io lavoro ma non faccio l’amore!

E non ho nemmeno il tempo per farmi una sega (scusate il francesismo) che mi alzo alle 6 e arrivo a casa alle 20.

Per chi non mi ha più visto o sentito riassumo in breve.

Assunto in Nework con una qualifica che non ha nome, sappiate che sono entrato nella macchina Olimpica e forse mi fanno fare la 15 Km a tecnica classica.

Il primo giorno mi diedero una macchina.

Il secondo giorno una casa a Pragelato.

Il terzo giorno fui resuscitato secondo le scritture, salito al Sestriere siedo alla destra di una mignottaccia di nome Roberta che mi dice “Stasera no perché sono con lui ma altrimenti perché no?”

Premetto che:

1)      31 anni, era brutta.

2)      Era accompagnata da un tamarro (in quel momento fuori a fumare) alto come Fre ma largo come Simone (orribile vero?).

3)      Aveva bevuto 13 bicchieri di rosso.

4)      Mi sono sentito aggredito e se mi sento aggredito non mi tira.

5)      Avevo semplicemente detto: “C’è un sacco di gente qua per lavorare”, ma questa non capiva davvero un cazzo.

 

Dopodiché lui rientra e si mette a bere ancora e a parlare con della gente al bancone.

Saremo stati in 8 in tutto, tra cui il mio giovane collega.

Lei mi faceva dei discorsi del tipo “Ma si sveglia quel rincoglionito?”

Solo che parlava fortissimo ma non se ne rendeva conto.

“Sarà utile che mi soddisfi altrimenti lo sputtano”.

A quel punto io fossi in lui me ne sarei andato, che sotto pressione non riesco neanche a leggere l’ora.

 

Comunque sia.

Sono diventato collega di gente molto famosa.

Almeno nei bar di Rivarolo.

Innanzitutto il Testone, Ciullo dott. Antonello, poi la sua ex più di lusso, Mara Mafiotto (iiii quanto ci muzzikerei la natica), la mia Vali (sempre in pausa), il pur sempre valido Tati (a sorpresa), Frisatto che però non ho mai visto, Ricki De Florian che ci lavora di notte ma al contrario di quello che crediate non fa il portiere.(battuta)

 

Fino alla fine delle Olimpiadi credo che declinerò ogni vostro invito perché l’agenda è piena, ma voi non dimenticatemi!

Baci.