IL PUNTO DELLA 11° GIORNATA
Definito "crepuscolare" da qualcuno il Punto torna, più fiacco che mai.
Con le gambe molli, come.
Patisco le mezze stagioni e lui con me.
Il Punto è in me, ma non sono io.
Sia chiaro che siamo due cose distinte, distaccate, diverse, distratte.
Solo che uno suggestiona l'altro.
Per sapere come sto ormai devo leggere su Internet perchè altrimenti non me lo ricordo.
"Chri come stai?"
"Bene mi pare...come ho scritto che sto?"
Agli amici non racconto più nulla, dico solo "Leggi il Punto".
Questa è perdita di contatti sociali e crisi dell'amicizia.
Apro dunque ufficialmente la 2a Crisi dell'Amicizia.
La prima è stata in occasione del primo viaggio a Londra. Chi sa, sa.
Franceschino ha notizie di me solo da queste pagine.
Ti do una notizia: la carbonara di mia mamma è sempre ottima.
E poi ho creato un personaggio che ovviamente non sono, solo per darmi un tono.
Ma è quello che volevo.
Ehi, che bello, sono schizofrenico!
Ad ogni modo mi chiedo se chi lo ha definito in modo così impegnativo come "crepuscolare" sapesse di cosa stava parlando, visto che è stato segato in prima liceo (proprio come me...mmmh...bè, si...ci può stare. Secondo me in prima liceo bisognava anzi farsi segare) ma poi non ha continuato ed è andato a svernare in una scuola torinese dove per Crepuscolo intendevano "La zona del Crepuscolo", luogo Dylandoghiano (Dylan Dog nr. 7, ripreso nel 51 con "Ritorno al Crepuscolo") dove per poterci andare bisognava essere mesmerizzati (Diiiiiooo fa che cultura).
Ma va bene così. Sono crepuscolare.
D'altra parte non sto uscendo molto e ovviamente non incontro gente, quindi viene meno la materia prima.
Il Punto ne risente.
Incontri da pensionati
Siccome sono in ferie fino a lunedì (il mobbing continua. Martedì il mio capo è arrivato e mi ha detto “Fai così...mmm…non tornare oggi pomeriggio” fa per andarsene pensierosa, poi torna indietro “Anzi…torna lunedì”) stamattina ho fatto un giro per la gelida Cuorgnè.
Arrivato al principio di via Torino vedo un ragazzone con 2 spalle così, bello come il sole (non per niente idolo post adolescenziale della mia amica Vali, lei ha buoni gusti e ha ancora negli occhi le sue spalle una mattina, al risveglio su una spiaggia di Laiugueglia, lei e la Salla sbavanti e con un brivido lungo la schiena), un sorriso disarmante.
E’ Mattia Di Emanuele!
In arte Fusione, non lo vedevo dall’asta di settembre e credo che tutti lo dessimo per scomparso, invece c’è ancora, saluta tutti e manda a dire che con Adriano un po’ più sveglio sarebbe primo in classifica.
Ora è proprietario immobiliare, compra e vende case a Cuorgnè, per lui è come giocare a una versione più complicata del Monopoli.
Come al solito è infortunato e non sta giocando, per cui chi lo volesse vedere si rechi al sabato da Turi con un cuba in mano, per lui ovviamente.
Abbiamo ricordato i tempi andati e quando è finito in un fosso a Pianfei.
Non so bene quanti sappiano circa l’arcano mistero che avvolge quel fatto.
Circa l’arcano mistero che avvolge quel fatto.
Dopo quella pasquetta in cui c’eravate tutti, da Fre allo Scau, facciamo per andarcene dopo avere messo un po’ di ordine.
O, per quanto mi riguarda, fatto finta.
Mattia e la ragazza di allora salutano, pare abbiano fretta, poi scopriremo come mai.
Se ne vanno.
Noi pochi rimanenti finiamo di caricare le macchine.
O, per quanto mi riguarda, facciamo finta.
Ho imparato a naja che basta farsi vedere con una scopa in mano e nessuno ti dice niente.
Passano 5 minuti e squilla il cellulare di Bolton.
Sbianca, ci guarda serio: “Fusione è finito in un fosso”
Tutti con le mani nei capelli (chi ne aveva) “Oddio è morto” è il primo pensiero vedendo la faccia di Marcolino mio.
Io pensavo fosse già in autostrada.
Poi ci rassicura “Ma no, era praticamente fermo!”
Primi dubbi.
Si finisce in un fosso da fermi?
Fre mi guarda e annuisce severo, sa a cosa sto pensando.
Ci rechiamo sul posto, in mezzo a strade di campagna tutte uguali.
Da lontano non puoi fare a meno di scoppiare a ridere.
Vedi il maggiolone blu sulla sinistra della strada, in un fosso su una fiancata, praticamente a 90° rispetto al terreno perché il fosso era davvero profondo.
“Matti, ma si può sapere come hai fatto?”
“Ero girato per vedere se ricordavo la strada e mi sono trovato nel fosso”
I dubbi aumentano.
La diagnosi del Dr. Garelli è praticamente certa, lo riconosco dallo sguardo e dal mezzo sogghigno.
Sguardi indagatori su di lei, occhiolini complici per lui.
Gli faccio segno di tirarsi su la cerniera dei pantaloni e lui ridacchia.
Lo tiriamo fuori grazie ad un contadino che passava col trattore, gli mettiamo a posto la macchina grazie al forse unico meccanico extra comunitario della zona che passava di lì per caso e non ha voluto neanche un euro.
Si risale in macchina.
Io con Bolton, Federica (la sua ragazza) e Aldo.
Federica l’ingenua: “Ma come avrà fatto a finire in un fosso da fermo?”
“Bè, mi sembra chiaro come il sole che lei gli stesse facendo un pompino.”
“Eeeeeeh!? Ma figurati…”
“Ma figurati tu scusa. Lui aveva la classica faccia del lavoro lasciato a metà. Lei, aria colpevole.”
Aldo e Bolton la guardano come dire “Fede, solo tu non l’hai capito.”
“Ma fatti furbo va…(“immaturo” avrebbe suonato divinamente) non ci credo.”
Federica non vuole credermi.
Dopo mezz’ora durante la quale porto ragioni a favore della mia tesi, Federica ancora non è convinta, però sta tentennando.
Avrebbe bisogno del colpo di grazia.
Se conosco bene un certo individuo so come darglielo.
Ci fermiamo in autogrill dove ci aspettavano tutti gli altri.
Scendiamo e ci viene incontro l’individuo di cui parlavo prima.
“Fre – gli chiedo – secondo te coma ha fatto a finire in un fosso?”
“Lei gli stava chiaramente facendo un pompino.”
Era il colpo di grazia.
Federica si gira verso Bolton che la guarda come per dire “Solo tu mentre guido continui a parlare”.
La ragazza, non ancora ripresa dallo shock, rifiuta tutt’ora di sedersi al posto del passeggero
La giornata di Fanta.
(Cercherò di contenere l'incazzatura.
Non voglio dare a vedere a Simone che sto rosicando per avere perso contro di lui in modo così frustrante.)
Un vero peccato che in due settimane mi abbiano annullato 2 gol validi per un totale di 3 punti persi.
La settimana scorsa a Gilardino (cosa ti 6 mangiato col Lecce?? 3 gol già fatti!).
L'altro giorno al redivivo Stefanino Mauri, 7 e mezzo + assist (bentornato nel mondo dei vivi), che insacca da posizione regolare e non in fuorigioco come si inventa di sana pianta il guardalinee, chiaramente prezzolato e di fede Viola.
Insomma: Dinamo 65.5 (tradito dai 5 della Vecchia Guardia cioè Gila, Bresciano e Castellini), Florentia 68.5.
Ho dovuto schierare il 3-5-2 anzichè i soliti 4 difensori (coi quali avrei pareggiato) perchè me li davano tutti malati.
Invece erano tutti disponibili e, chi in panchina, chi in tribuna, a guardarsi addosso e a chiedersi come mai la Dinamo non li schierava titolari.
Amen, mi consola il fatto che la Florentia non può fare paura, solo sgiài, dato che vince solo quando trova l'avversario in giornata no.
Contate le volte che la Florentia ha giocato contro chi ha fatto meno di 66, moltiplicateli per 2 ed elevate al seno di x, dividete per il seno della Giuenda meno quello della Boffa ("o piccolo" rispetto al primo e se volete lo dimostro per assurdo), poi derivate e avrete la superficie della Cina in chilometri quadrati.
Franceschino invece non molla un punto, lui si che è meritevole.
3 a 1 contro l’Atletico Fusione.
La mia unica preoccupazione è che abbia cominciato a vincere troppo presto.
Ci aspettiamo il calo di metà dicembre, eh Franceschino?
Io spero di no.
Ormai sono abituato ad averti davanti.
La nostra scaramanzia del non vederci ti sta servendo e, se tu vuoi, continuiamola pure.
Ho saputo di una cena sabato scorso alla quale non sono stato invitato.
Mi regolerò di conseguenza tirandoti i piedi, ma solo il giusto.
Vincerai il campionato!
Pareggia Guido contro un depressissimo Diego, che ancora una volta per mezzo punto non fa scattare il gol. Pare che Diego stia male fisicamente.
Vince il Ciullo Utd, che appare imbattibile.
Schianta anche Pringles, a cui non bastano i gol di Toni.
La classifica si allunga.
Davanti si viaggia a ritmi buoni, dietro ci si mangia punti a vicenda.
Vizio Lazio
Ho ufficialmente un vizio anche io (era ora, a 30 anni).
Tutti sanno che a me, come ad un antico scrittore toscano* "tre cose solo m'enno in grado, le Donne, la Taverna e 'l Dado".
Siccome di donne, o di riffa o di raffa, dicono che ne abbiamo tirate su a retate negli anni d'oro (ma non è vero Roscia! e più furono comunque le disgrazie che le grazie...dimentichiamo il passato!) e di bere sto smettendo (non che abbia mai esagerato) ora mi voglio dedicare al Dado.
Basta col rhum, basta con le donne (eccetto quelle di cuori, quadri, fiori e picche).
Ho un impellente bisogno di giocare a Poker a tutte l'ore del giorno e della notte soprattutto.
La gente che mi sta intorno non mi aiuta, visto che è presa peggio di me, ma prima di rovinarmi vorrei che gli amici mi dicessero "Stai esagerando".
Non vorrei fare la fine di Abatantuono in Regalo di Natale.
Il primo passo per risolvere il problema è ammettere di averlo.
*Cecco Angiolieri (ma perchè di letteratura avevo 5? Ah si, ora ricordo. Studiavo sul Bignami)
Regali di Natale
Ecco cosa vorrei per Natale, a chi interessa.
Avete un mese di tempo.
Tutto strettamente economico, visto che quest'anno la tredicesima va a coprire debiti e spese.
(Ma secondo l'Istat l'economia è in salute, è cresciuta dello 0,71% rispetto a un anno fa)
1 - un bacio dalla mia bella (come "quale"?? e come "dove"...?)
2 - un abbraccio dai miei amici più cari
3 - tripletta di Gilardino
4 - doppietta di Francesco mio
5 - poker di Jack cambiando 3 carte con tutti gli altri che hanno colore servito.
Salvatemi!!!!!!!!!!!