IL PUNTO DELLA 6° GIORNATA
Ritorno dopo la classica depressione di ogni compleanno (ma prende solo me?)
Ahi ahi ahi ragazzi…tempi grami…
Dovuto all'inevitabile passaparola, anche la protagonista numero 1 dei miei pensieri diurni (spiacente, la notte dormo) ha saputo di questa rubrica.
E’ andata a leggere i Punti vecchi.
Sono piselli per diabetici (cazzi amari)
Pare che già qualcosa avesse sentito dire, ma ancora mi salutava e anzi, si fermava pure a parlarmi!
Ora però le è stato inviato il link del sito. Da me. Coerenza innanzitutto.
Ragazzi, anche se non ce n’è motivo molto probabilmente non mi parlerà MAI più.
Oppure deciderà di riprendermi davanti a tutti, dandomi del coglione al G-Point al sabato sera, una delle pene peggiori, neanche Dante sarebbe riuscito a pensare a qualcosa di più crudele.
Neanche Saddam.
Oppure mi denuncerà dopo avere trovato un cavillo che le permetterà di farlo.
(Tengo in allerta l’avvocato Pecoroni in arte il Commissario.
Si studi bene il caso e si rilegga i Punti perché è dottoressa anche lei e sotto ha due palle così (purtroppo non è un travone).
Intanto ho scritto una memoria di 400 pagine che le farò avere quanto prima.
Non la spunteremo facilmente, lo sappia.
Chiediamo un patteggiamento?
Io mi dichiaro comunque innocente.
Cazzo, Signor Giudice, non ho commesso il fatto!
Vostro Onore, il fatto non sussiste!
Insomma, fai tu, le frasi le sai meglio di me, non ti ho mandato a scuola per niente.
Solo non vorrei andare in prigione, e nel caso dovessi andarci vorrei passare prima dal Via.)
Prometto ai miei affezionati di non farmi condizionare da questo nuovo avvenimento, per altro non inatteso.
Non verranno smorzati i toni, non sarà risparmiato alcun particolare, non cercherò di farmi passare per quello che non sono.
Io non mi faccio mettere i piedi in testa proprio da nessuno/a, chi mi conosce lo sa.
Quello che voglio fare, faccio.
Va bene?
(Se mi dicesse: “O me o Il Punto” trovatevi pure un altro pagliaccio.)
La giornata di Fanta.
Giornata importante, questa.
Si sfidavano la prima (il Gatto) contro la seconda (Dinamo Chriev) e le due terze a pari punti (Maio e Ciullo Utd.)
In questo momento il GastaldChelsea sembra imbattibile e grazie a Suazo che purga al 94° mi ritrovo a pareggiare 2 a 2 una partita che al pomeriggio (ennesima polenta concia a Ceresole) avrei detto vinta e che mi avrebbe consentito l’aggancio in testa alla classifica.
Il gol di Totti al Derby mancava da un po’ ed in effetti è uscito, come ero sicuro che sarebbe stato (mmm…forse in quest'ultima frase ho perso il controllo dei verbi).
Francè, auguri per il nascituro!
Ma ecco finalmente uscire allo scoperto il vero pretendente e superfavorito al titolo: Franceschissimo Maria Garelli.
Il Deportivo è una macchina da guerra inarrestabile grazie soprattutto ad Almiron e Tavano (8 + 3) più che a Trezeguet ed Ibrahimovic.
Si vede già la mano del Ds Gastone, nuovo Mastro Burattinaio di casa Depor.
Al sabato sera Aldo, che sarebbe uscito solo in caso di tripletta di Toni era molto euforico e pagava già da bere a tutti, ridendo e gonfiandosi il petto.
Ma dimenticava la variabile Gastone.
E ne ha pagato il pegno.
Diego, il nuovo piangino, batte l’Aston Bolton dopo avere pianto tutta la settimana: di perdere sempre, di subire tanti gol, di giocare in 10, ecc ecc.
Se lo conosco bene, Bolton è incazzato come una vipera, pronto ad alzare le mani contro il mio figlioccio. Però calma eh?
Simone schianta Vullo con un sonoro 4 a 1 e si propone ai vertici, come ogni anno.
Sarà sempre dura batterlo.
I gol di Gattuso sono rarissimi, l'ultimo lo aveva fatto 2 anni fa contro il GastaldChelsea, il primo contro il Bologna nel 2000.
Complimenti ai Fantacalcisti (come Diego e Gastone) che hanno schierato Pippo Gol.
Chi lo aveva doveva schierarlo o non era degno di chiamarsi Fantacalcista.
Altri risultati non li so.
Se nell’anticipo del sabato delle 18.00 e/o delle 22 non gioca nessun vostro giocatore l’obbligo di mandare la formazione rimane invariato.
Questa sembra una stronzata ma la è perché se non mi gioca nessuno al sabato e posso mandarla alla domenica, so già eventuali infortuni dell’ultimo minuto che il giorno prima alle 18.00 non avrei mai saputo e ho un vantaggio non indifferente rispetto a tutti, non solo quello contro cui gioco.
Gli accordi non sono validi.
Tutti devono mandare la formazione alle stesse condizioni, quindi alla stessa ora.
Non è solo una questione dello scontro diretto della domenica ma anche degli altri 10 che lottano nello stesso campionato.
Cagnara.
Non ho notizie di quello di ritorno, ma il viaggio di andata verso Londra ha avuto sicuramente ripercussioni sulla vendita dei voli Ryanair, in netto ribasso causa gente che urla e sbraita durante il volo, il tutto per un tozzo di pane.
Forse perché suddetta gente si era caricata un po’ al Bar degli Artisti e in aeroporto.
Ho sentito l’ordinazine di Diego a Caselle: “3 Montenegri, una birra piccola e un San Simone”
Quella di Alby: “Un Capri e una sambuca” (si, Alby pasteggia a sambuca, beh?)
Le altre poi me le sono perse perché in quel momento erano stati avvistati nell’ordine: Lapo Elkann, Grande Stevens e tutta la squadra del Messina.
I primi due non erano loro, il Messina giocava effettivamente a Torino la sera dopo.
Ho acclamato il grande Re Artù che mi aveva appena fatto vincere e Zampagna, da sempre nei miei sogni.
Bolton e Diego invece conoscevano tutti.
“Quello è Rezaei”
“Grande Zoro!”
“Grande Storari!” e foto sul cellulare.
Poi esce un ciccione, vestito male, zoppicava, aveva la tosse.
Voce da dietro che spacca il silenzio dell’aeroporto, è quella di Fre: “Grande, presidente!!”
Forse è partito anche un timido applauso.
Al controllo bagagli mi fanno anche togliere la cintura.
Così mentre la rimetto dico alla poliziotta: “Sti pantaloni mi fanno un pacco…”
Lei guarda incuriosita: “Non mi pare proprio…”
Poi finalmente si sale sull’aereo.
E’ cominciato tutto in sordina, quando ancora bisogna mettere i bagagli a mano nei cassettoni e qualcuno di noi era già seduto.
Alby si presenta con un borsone enorme, tanto che subito penso ci sia dentro il Gatto, che tra l’altro non vedo più dal controllo documenti.
L’hostess vede il borsone e da 20 metri gracchia “No no no no, troppo grande, ma a Torino fanno passare bagagli così grandi?”
Qualcuno gli dice anche “Si, gli hanno pure detto ‘Ma che piccolo il suo bagaglio a mano!’ ”
Sentenza dell’Hostess dopo una misurazione a spanne: “Devo portarlo nella stiva…”
Boato: “Maaa nooooooooo!!!”
Lancio di oggetti.
Voci sovrapposte “Ecco, adesso arriviamo a Londra alle 2!!” (ci eravamo proposti solo bagagli a mano per accelerare i tempi) - “Alby ma sei un coglione!” - “Ma lo tenga lì!!”
Niente da fare, bagaglio sequestrato.
Alla partenza si spengono le luci.
Altro boato.
Un urlo: “Ma c’è il rosario?”
Un altro: “Mani a posto eh!?”
Poi partiamo, dopo il decollo la gente smette di pregare e viene fame.
(In neretto scrivo quello che diceva lo steward così capite meglio i dialoghi, il resto sono cose che diciamo noi, tutte rigorosamente urlando e sovrapponendo le voci in maniera odiosa)
(Grosso errore amico, non sai in che pasticcio ti sei messo. Ora sei nei guai.)
Alby: “Un hot dog e un coca”
“Si”
A voce alta alla coda dell’aereo dove c’era la cucina.
“Fai un hot dog!”
Fre : “Ma fai due va”
“Fanne due!”
Fre : “E una birra”
Poi arriva con gli hot dog e i bambini rimasti senza cominciano lo show.
“Ah beh, bello…”
”Ah, buono…”
“Uh, ottimo…ne voglio uno anche io!”
“Si si, portane altri 2”
“Si”
“Altri due hot dog!”
“E una birra”
“Due”
“Ma fai tre va”
“Di hot dog!”
“Guarda che poi ti viene sete, la mia non te la do”
“E fai tre birre allora…”
“Quattro”
Steward impanicatissimo.
“E un panino” gli dico
“Ma sarà caldo?”
“Mmmmm…”
“Ma già che è caldo!”
“Scusa, è caldo?”
“Tu lo vuoi caldo?” mi dice
Risata ma lui non capisce perché. E’ evidentemente gay.
Faccio notare che nel resto dell’aereo, pieno quasi del tutto, non vola una mosca.
“Ma è buono?”
“Ma quanto costa?”
“Ma anche tu sei di Roma?”
“(indicando Alby, Bolton e Fre) Lui…? Lui…? Oppure lui? Indovina un po’?”
Risate grasse alla faccia sua.
“Scusa, aggiungi una birra, grazie.”
“E un acqua”
“E una coca.”
“…una coca…”
“Ma no…una birra”
Poi arriva il primo giro ma non c’è il mio panino.
“Oh…ma il mio panino??” riesco a chiedere con tutta la maleducazione possibile.
Risata, pacche sulle mie spalle, “Mo ti si incula” mi sento dire.
“E fai altre due birre”
“Tre”
“Hai scritto l’hot dog?”
“Un panino, un hot dog e tre birre?”
“Quattro. Quattro birre no? Quante ne hai segnate?”
“Tre.”
”Sono quattro”
Poi arriva il mio splendido panino
“Quant è?”
Ancora boato, tipo stadio inglese: “Uuuuuuuuuuh! Che caro!”
“Molto caro!”
“Troppo caro!”
Fre, invidioso perché ha finito l’hot dog e vede il mio prestigioso panino:
“Eeeeh caro Paolo mi hai proprio incarognito, mi sa che me lo prendo pure io. Mi porti un panino come il suo?”
“Era buono?”
“Si”
“Due allora”
“Tre”
“E una birra”
“Due!”
“Tre!”
“Ma li faranno i cuba?”
“Due!”
“Tre!”
Sembra l’asta del Fantacalcio, chiunque rialza su qualsiasi cosa. Avessi detto “Mi porti una merda?” Bolton avrebbe detto “Due”, Diego “Tre” e Fre “Ci voglio pensare un attimo…”
E intanto il ragazzo non sa più che fare.
“Ma le faranno le patatine fritte?”
“Figurati se non le fanno!”
“Le fanno, le fanno”
“Quante patatine? Alziamo bene la mano! U’ du’ tre’ qua’ ci’ sshs stmsa ws otto!. Otto patatine fritte grazie!”
Tutti: “Noooooooo!!!! Buuuuuuuuuuuuuuuh!”
“Steward culo e culo chi non glielo dice!…”
“CUUULOOOOOOOO!”
(Vali…ti ho visto che facevi finta di dormire perché ti vergognavi…)
Arriva il secondo giro.
“Mi porti una acqua?”
“E una birra”
“Due”
“No, aspetta, ne vuoi anche tu?”
“Ma si va”
“Allora tre”
“Senti, scusa! Porti una Pepsi?”
“Oh, ma le patatine fritte??”
“Quante patatine? Alziamo bene la mano! tre’ qua’ ci’ sshs stmsa ws undici. Undici patatine fritte e maionese come piovesse grazie!!”
Poi mentre se ne va di nuovo:
“Steward culo e culo chi non glielo dice!…”
“CUUULOOOOOOOO!”
(Vali, ti ho visto che cercavi il paracadute per andartene in modo definitivo)
Il signore davanti a me, ossia quello vicino a Bolton e Alby ma nella poltroncina del corridoio, sclerato se ne va, non ce la fa più, cambia posto sull’orlo di un infarto.
Già prima, quando era cominciata la processione verso i cessi, non era contento.
Si alza Alby “Mi fa passare?”.
Lui lo fa passare.
3 minuti dopo.
Alby ancora fuori.
Si alza Bolton “Mi fa passare?”
Lui lo fa passare.
Torna Alby.
“Scusi, mi fa passare?”
Lui si alza.
2 minuti dopo torna Bolton.
“Permesso, mi fa passare?”
Lui si rialza.
Credo che anche ad un monaco Tibetano sarebbe montato il Cristo
E infatti in mezzo a tutto quel frastuono poi è crollato.
Mi è dispiaciuto, pensavo gli fossimo simpatici.
Ma il peggio arriva all’atterraggio.
Atterriamo malissimo e velocissimi, sembra quasi che i freni non funzionino perché continuiamo ad andare agli 800 all’ora anche sulla pista.
Finalmente ci fermiamo.
Il solito italiano medio fa partire l’applauso e tutti gli vanno dietro.
Dice, ti ho visto, sei stato tu!
Colloquio.
Da un anno a questa parte mi lamento che una ditta non mi ha preso perché forse avevo chiesto troppi soldi, quando secondo me avevo chiesto il giusto.
Il colloquio prevedeva (almeno a mia insaputa) domande abbastanza specifiche alle quali avevo sempre risposto al signor Mario.
La domanda chiave (l’ho capito dopo) era questa (si parlava di SqlServer, per quelli che non sanno, è un motore di Database):
“Come fai il ripristino di Tempdb se devi cambiare Server? (Tempdb è un Database di sistema di SqlServer)”
“Vado sulla macchina nuova e ripristino dall’ultima copia di backup fatta in precedenza” dico spavaldo e correndo a petto nudo ad esultare sotto la curva, accennando passi di bachata.
So che Frisatto sta ridendo per la mia risposta. Cazzo ti ridi?
Poi il colloquio è andato avanti e mi sembrava andato bene.
Furono ordinate le paste e stappato lo champagnino.
Il signor Mario promise di richiamarmi, che era il 10 agosto e che doveva partire per le ferie.
Sto ancora aspettando la chiamata del signor Mario.
Non mi spiego come mai il signor Mario non l’abbia fatta, quella maledetta telefonata.
L’ho capito 2 venerdì fa aprendo casualmente il mio tomo di SqlServer.
Il mio sguardo viene attirato da una paragrafetto di 4 righe dal titolo “Il Database Tempdb”
Mi cade subito l’occhio sulla seconda riga: “…non c’è bisogno di effettuarne il backup, viene reinizializzato ogni volta che parte.”
Il signor Mario mi ha teso una trappola.
E io ci sono caduto.
Mario, chiamami, ti prego!
Ora la so! Non bisogna fare il backup perché riparte da solo! Vengono solo caricate tabelle temporanee! Mario! Mario!!!!
Idee politiche.
Sono stato ripreso da più parti per quelle idee contro l’integrazione che avevo espresso qualche tempo fa.
Purtroppo essendo io di razza ariana non posso fare a meno di pensare certe cose.
In più l’educazione Lombardo-Veneta che mi è stata imposta prevede proprio discriminazione verso i popoli diversi dal mio.
Tuttavia vorrei far notare (non si era effettivamente capito) come io ce l’avessi solo con chi è qua e non lavora ma rump i ball.
Un’altra cosa: dopo 5 anni di governo di un campanile che io stesso ho votato e che non ha portato a niente, quasi quasi voto dall’altra parte a vedere se cambia qualcosa.
Tanto non cambia un cazzo.
(Complimenti al Gatto.
Io in 2 notti non ho fatto quello che tu hai fatto in mezzo pomeriggio.)
La Zara non c’è più.
Capisco che dopo tutto quello che è successo questo non sia niente di grave, soprattutto chi non ha mai avuto un cane non può capire appieno, ma chi mi conosce sa quanto sono triste per la mia Zara, mancata sabato mattina alle ore 10.40 dopo 15 anni e 6 mesi di stravizi, biscotti presi al volo, dormite sul divano, pisolini sul mio letto, inseguimenti a tutti i gatti (tranne a due, Guido e Gingio, il gatto di Fre. Franceschino, mi spiace non si siano mai incontrati, non sarebbero mai andati d’accordo) e coccole lunghe interi quarti d’ora.
Chi l’ha conosciuta non poteva non volerle bene e mi piaceva un sacco che quando qualcuno veniva a trovarmi la salutasse come una della famiglia: “Ciao Zara”.
Se era sul divano a dormire magari non vi faceva il favore di alzarsi, ma una scodinzolata ve la dedicava sicuramente, beneducata com‘era.
Se invece era in giro per la casa sicuramente vi veniva incontro in cerca di una carezza.
Pensate, avevo 15 anni quando è arrivata a casa, in una domenica di novembre.
15 anni è una vita fa.
Ma ormai stava cominciando a soffrire troppo, così abbiamo deciso di farla “dormire”.
Sabato mattina mia madre era al lavoro e nell’attesa del Dottor Morte sono rimasto 20 minuti, gli ultimi, ad abbracciarla e a piangere un po’.
Lei forse non capiva il perché delle mie lacrime, solo ogni tanto scodinzolava, ma faceva fatica anche a fare quello.
Il suo ultimo saluto per me è stata quella scodinzolata.
Finchè poi è suonato inevitabile il campanello e con una morsa allo stomaco ho capito che era l’ora.
Un ultimo bacio e poi non ho più voluto sapere niente.
Ciao Zara.
Anzi, bau.
(Già mi manchi, ogni mattina quando mi alzo faccio ancora attenzione a non calpestarti, accucciata ai piedi del mio letto.
Quando rientrerò in casa e non ti vedrò forse per un po’ di tempo avrò il magone.
Senza forse. Mai più cani dopo di te.)