IL PUNTO DELLA 27° GIORNATA

Sono stufo di vedere la Juve vincere grazie agli errori arbitrali.
E se scopro che l’Epo l’abbiamo usato solo noi (improbabile) non mi abbono più.
Essendo molto vicino alle tifoserie romane ho scoperto che per Roma – Milan vogliono entrare con 45 minuti di ritardo.
Per protesta contro Sky (che in effetti ci vuole a casa in pantofole) e contro il calcio addomesticato dai grandi club.
Vogliono vedere se lasciare lo stadio vuoto (ma ce la faranno?) potrà far nascere qualche cosa, magari una tifoseria tira l’altra e tutte le storie che più odiamo tutti, come anticipi, posticipi, posticipi degli anticipi, anticipi dei posticipi, partite tutti i giorni, biglietti carissimi (una curva per Juve – Real Madrid al botteghino sono 77 mila 450 lire. Una curva. A proposito. Chi lo vuole? Lo vendo a 100 €), trasferte da fare la domenica sera col gelo, ma anche solo andare allo stadio in casa a febbraio alle 20.30…c’è da congelare.
Io sono per tutte le partite alle 15.00 della domenica. Punto.
Sembra che vogliano allontanarci dagli stadi.
E poi che schifo è stato il furto della Juve a Roma? O il rigore dato all’Inter? O la non espulsione di Nesta?
Sto cercando di fare di tutto per non parlare di Fantacalcio, dato che “l’odioso” Simone è passato in testa, ma non ce la faccio.
In effetti è un altro campionato entusiasmante, con questo sorpasso strameritato di Simone nei confronti di Antonello.
E’ vero che Simone è molto fortunato al gioco (l’anno scorso ha vinto anche alla tombola di Natale al G-Point, o dovrei dire che ha vinto SOLO quello, l’altr’anno?), però forse dopo avere perso il campionato 1 anno fa per un solo punto, dovuto all’inserimento sbagliato di Redondo nell’ultima giornata, era in credito con la dea Bendata e stavolta vince, in 10 contro 10, lo scontro diretto tra le inseguitrici.
Bravo Simone, ma ti dico già che non faccio il tifo per te perché l’anno scorso sei stato l’UNICO a non avermi mandato neanche uno schifo di messaggio la domenica in cui mi sono laureato FantaCampione.
Il mio tifo va ad Aldo (-6) e Bolton (-4). Il primo ha strapazzato Antonello, che non ne vince più una. Il secondo batte Edo con un 1 a 0 che a questo punto sa di fortuna, ma di quella giusta, che serve per arrivare fino in fondo.
Io devo ancora incontrare tutti e 5 quelli davanti a partire da Simone sabato…a chi assegnerò lo scudetto? Non pensate neanche di chiedermi di regalarvi i 3 punti…
Doveva essere, per il sottoscritto, un turno favorevole.
Alla faccia di sto bel c…!
Il Gatto mi trita col modificatore, con 4 gol e voti altissimi, 83.5 di punteggio a solo 2 punti dal battere il record di Aldo, che ricordiamo è di 85.
Io neanche indovinando il primo gol dell’anno di Big Mac Maccarone (al posto di chi, che prende sempre 4 e mezzo?) avrei strappato un punto.
Mi consola Gilardino, ma io credevo davvero nella possibilità di vincere le ultime sette partite e quindi nella rimonta. Invece per la prima volta in 2 anni perdo con il Gatto.
Quest’anno ho il centrocampo che non mi ha assistito con i gol.
Bresciano e Mauri sul banco degli imputati: dove sono i vostri 15 gol dell’altr’anno?
Diego perde contro un ritrovato Mattia (Passoni…complimenti…poi si lamenta se subisce gol da Topo Gigio Sala) e Fre batte Vullo lasciandolo là dietro ed insidiandomi da vicino: solo un punto ci separa ed è chiaro che l’unico obiettivo di Fre è mettersi davanti a me. Neanche la coppa Italia lo renderebbe così felice.
Mancano 6 partite, la tensione è davvero ai massimi livelli.
Anto è in calo ma perché dovrebbe essere già tagliato fuori? E’ secondo ad 1 solo punto e deve incontrare un Vullo ridotto male causa squalifiche e dolori reumatici della sua rosa.
Simone incontra me, Bolton contro Mattia (ocio…), Aldo (senza Toni) che sfida Edo che potrebbe rientrare.
I tempi
cambiano
Succede infatti che venerdì scorso io ero più tosto di Fre ed è lui a portarmi a casa incolume.
Questo ragazzo a volte può stupirti.
Ha dei momenti come di lucidità nel buio assoluto in cui è il suo cervello annegato nell’alcool e ti dice cose del tipo: “Paolo sono le 5, è tardi, dobbiamo andare” facendo un gesto con la mano a sottintendere “e dobbiamo andare ora.” In quei momenti io credo che stia scherzando, invece vuole proprio andare a casa “che è tardi, mia madre mi chiude fuori casa” (ma se hai le chiavi).
Questa volta nella sua lucidità mi guarda e sottolinea: “Paolo, TU non sei in grado di guidare.” (Lui si)
“E chi cazzo guida, eh, Franceschino?”
“Guido io, dammi ‘ste chiavi.”
“Ma tu sei matto, ma ti vedi?”
“Paolo…sei tu che non ti vedi.”
Poi deve avere inserito il pilota automatico.
Ogni volta che aprivo gli occhi la sua testa gli penzolava ora su una spalla ora sull’altra ora sul petto, ma non avevo paura e continuavo a dormire sogni tranquilli perché Fre per me è uno di quegli amici con cui non mi dispiacerebbe morire.
Magari però un po’ più in là nel tempo, tipo il martedì o il mercoledì, altrimenti si parlerebbe di ragazzi ubriachi in giro di venerdì notte e che se non bevono non si divertono e che hanno problemi di personalità.
Chi, noi? Sociologi del cazzo…Se i baristi ci danno da bere noi non possiamo rifiutare.
Ma nonostante tutto il bene che gli voglio dunque lo ammonisco a NON ROMPERMI PIU’ I COGLIONI quando ci provo con una tipa.
Una mattina d’estate al nostro locale preferito, Giancarlo ai Murazzi, una ragazza che senza esagerare descrivo come figa mi sta dicendo, ma che dico, implorando! di andare a casa sua.
Alta come me, biondissima, occhi verdi, con un vestito corto e bianco su una pelle morbida e profumata e abbronzata.
Il suo nome è la Luce che ci Illumina ogni giorno e io, in quel momento, avrei potuto definirmi innamorato.
Lo so, vi state domandando perché una ragazza del genere stesse chiedendo proprio a me di andare a casa sua.
Beh gente…Io sono un bel ragazzo, simpatico, intelligente, brillante. Come vedete so anche scrivere molto bene.
Poi, oltre ad averle fatto sentire con un corpo a corpo in mezzo alla pista “in che senso si deve parlare di Luogotenenza dell’Impero” (E. Brizzi “Bastogne” - Baldini & Castoldi) le avevo anche già sussurrato tutte quelle cose che una ragazza vuole sentirsi dire in quel momento. Cose che cancellino per un secondo tutta la sua insicurezza.
Ma soprattutto il fattore chiave che mi avrebbe portato in men che non si dica dentro il Pianeta Misterioso: lei era ubriaca.
Insomma lei mi aveva detto vogliosa “Vieni da me” e io avevo già risposto “Chi me lo potrà mai impedire”.
Stavo ancora un attimo attaccato per la lingua a questo angelo sceso dal cielo solo per me quando improvvisamente mi sento toccare la spalla in maniera insistente.
E arrogante.
Insistente e arrogante.
Mi giro.
In penombra un piccoletto con in mano il ventesimo cuba.
Mmmm…lo conosco.
Fre.
“Paolo (gesto con la mano) ce ne dobbiamo andare.”
“Perché?!?”
“Ma Dio fa, sono le 6, non vedi che è giorno?”
Guardo fuori. E’ effettivamente giorno.
“Ah ma, io vado a casa sua. Vero? Le chiedo conferma scodinzolando.”
“Ma dove cazzo vuoi andare... Vedi di sbrigarti che ce ne andiamo.”
A lei dico solo: “Non posso fermarmi, ho la macchina io. Vuoi mica che lasci qua il mio amico? Ti chiamo.”
E lascio lì lei invece…così. Perché l’amicizia viene prima della patata.
Sono sicuro che a parti invertite sarebbe successo lo stesso.
Lo scorso venerdì invece abbiamo proprio esagerato.
Dopo il Matilda, che non mi è piaciuto più di tanto causa eccesso di musica afro talebana, la gente normale vista l’ora ( 4.30) è andata a casa.
Ma io, una volta in macchina, la domanda a Fre la voglio fare lo stesso:
“Andiamo a casa (tono mesto) o…(euforia nei miei occhi) passiamo ancora un momentino da Gianca?”
Risposta scontata “Dai…andiam da Gianca” è la frase fatta con cui Fre preso benissimo mi rispone sempre.
E direzione Murazzi sia.
Altri cuba (forse 4), pogo, tutti ciucchi.
Verso la fine mi stavo intrattenendo con una sedicente (non sedicenne, sedicente) lesbica ed eravamo rimasti io e questa qua (per la verità un po’ sasizza, e mi ha pure lasciato il nr. di cellulare inesistente, ma la ribecco…uh se la ribecco…) sopra in balconata e sotto Fre che cercava di aizzarmi contro il buttafuori, che per l’ennesima volta lo richiama : “Ora però ve ne andate. Sono le 6.”
Fre: “Ma dillo a quello stronzo là…Oooooouh, coglione! Ma ti muovi? Testa di cazzo!!”
Io non mi ero accorto di nulla, però quando ha urlato “Oooooouh” la voce ha rimbombato in maniera eccessiva e io mi sono anche un po’ spaventato.
D’altra parte non c’era più nessuno e la musica era spenta. Come urlare in corridoio.
“Lui è il mio amico, vuole andare”
Mi ero fatto prendere dai discorsi di questa deviata che raccontava di avere appena lasciato la sua tipa e in aggiunta, su mie specifiche domande, alcune cosine interessanti che le due combinavano insieme, nel segreto delle loro stanze.
“Ti ho eccitato? (ridendo) Sei un depravato che ama sentire queste cose?”
Chiaramente sono un depravato e amo sentire queste cose.
E si ripete la scena dell’estate prima, con invito a casa immediato ed irrevocabile.
Stavolta Fre cerca di spiegarmi con pazienza, come fa un padre con il figlio che vorrebbe fare un altro giro in giostra ma bisogna proprio andare: “Paolo, sono le 6, non hai la macchina, come fai a tornare? Dai, devi ancora andare fino a Cuorgnè…(poi non ce la fa più, capisce di non avermi affatto convinto)…ma possibile che ogni cazzo di volta ti devi fare intortare come uno stronzo?” …’da queste puttane’ vorrebbe aggiungere, ma se lo tiene per lui, perché lei è presente e lui sa cos’è il rispetto per le donne.
Ma io quasi quasi comincio ad uscire da solo.
Confusione
mentale.
Per tutto il giorno dopo (o anzi il giorno stesso) ho avuto allucinazioni, conati di vomito, tremolii, mal di testa e una punta di diarrea.
Dovevo recarmi ad una festa di laurea che cominciava alle 16 e 30 e credevo continuasse a cena e poi oltre. (Stavo cercando una scusa per declinare la cena, poi per fortuna mi dicono che finiva tutto col buffet pomeridiano)
Allora decido di recarmi a casa di Edo per vedere Roma – Juve.
Conosco Edo da una decina d’anni, insieme a me è uno dei senatori della nostra FantaLega, posso dire di conoscerlo bene. Lo stimo, lo rispetto.
Suono il campanello e non mi risponde nessuno.
Aspetto 2-3 minuti. Penso al peggio, che tutti oggi ce l’abbiano con me e vogliano farmi sclerare apposta .
Risuono.
Nessuno.
La gente in attesa al take away del ristorante cinese di fronte mi punta come fossi uno sfigato a cui avevano detto di andare in un posto e poi invece sorpresa! non c’era nessuno.
Mi arrivano le vibrazioni dei loro risolini.
Decido di non dire niente e neanche di saltare al collo di nessuno, che oggi non è giornata.
Aspetto ancora un po’ e poi la sentenza: “Campanello rotto.“
Lo chiamo al cellulare “Edo, non ti funziona il campanello, mi apri?”
“Strano, va bè …ti apro, sali”
Salgo, entro e saluto ricambiato i ragazzi che stavano finendo le pizze nei cartoni.
Mi accuccio sul divano esattamente di fronte alla tv.
Probabilmente era il posto di Edo, ma non ho avuto l’idea gentile di chiedere.
Improvvisamente sentiamo Gneeeeeek! il campanello e immediatamente si girano tutti dalla mia parte.
Edo si informa “Scusa, ma che campanello hai suonato?”
“Contratto – Bianco, no?” ma ancora non ci arrivavo. Ghignate di tutti, hanno capito in che stato ero.
(No, ma che cazzo ho fatto, dai, non è vero, ho suonato il campanello ‘Contratto-Bianco’ per ben due volte e vedendo di premere proprio quello e la seconda volta concentrandomi e dicendomi “E cazzo, si chiama proprio così, il campanello è quello, sta a vedere che è rotto” cercando di non sbagliare a premere quello sotto o quello vicino, sapendo di non essere proprio in forma.
Eppure lo sapevo benissimo che Edo di cognome si chiama Abrate.)
Smentita
ufficiale.
Smentisco in maniera categorica di averci provato con quella diciassettenne alla festa dei ”Belli & Dannati”.
(Però non ricordo come mai ci ho parlato almeno 1 ora, forse so anche fare discorsi seri?)
Chi è messo
peggio?
Si parla tanto di Papa o del mio cane.
Forse voi non avete visto in che condizioni è Andreotti.
E Castagna ci ha lasciato.
Quando mi hanno detto: “E’ morto Castagna” sono rimasto male.
“Noo, cazzo, Diego, dovevamo rifare la foto del Grillo. E adesso?”
Avevo capito il fotografo attaccato agli Artisti.
Comunque vedrete se tra poche settimane non dichiareranno che Andreotti è in coma.
Ciao ragazzi, siete dei bbravi rragazzi, bbravi, siete bbravi…