ANCORA UN PUNTO

 

Se la dottoressa Sara Tancredi non avesse lasciato la porta dell’infermeria aperta apposta (ma l’avesse chiusa a chiave come da consegna) Michael Scofield non sarebbe mai evaso da Fox River e noi non avremmo mai avuto la seconda serie di Prison Break.

Perché l’ha fatto?

Perché si è compromessa?

Per amore.

Tutto quello di cui hai bisogno è amore, Sara, coi tuoi vecchi problemi di eroina, di un padre Governatore che non c’è mai e che, forse, si impiccherà anche per colpa tua.

E l’amore impossibile con Michael rientrava nei canoni della tua vita fallimentare.

Uh ye.

(Grazie per non avere chiuso a chiave la porta, ora Michael e Lincoln sono fuori.

Li stanno cercando.

Prega per loro, Sara, aiutali come puoi, perché ci sei dentro anche tu.)

 

Una delle cose più belle della vita è baciare per la prima volta una ragazza.

Non so come possiate farne a meno, o voi che vi sposate.

Riuscirete a rinunciare a tutto ciò?

Me lo auguro, per le vostre future mogli.

 

Trasferta.

Alla Suerte di Laigueglia sono andato 2 volte.

In entrambi i casi ho portato a casa i 3 punti con una condotta molto spavalda, sempre all’attacco, nonostante fossi in trasferta.

Nella prima delle due volte, però, ho ottenuto addirittura la qualificazione per la Supercoppa direttamente in casa sua a Milano.

Questa sedicente milanese molto ricca di nome Alice, figlia di un broker, con una casa a Los Angeles sul Sunset Boulevard, una a Parigi sulla Senna e un’altra a Bruxelles mi pare di ricordare, mi invita a casa sua nella Milano bene per il mercoledì successivo (conosciuta il sabato).

Luglio 2003.

Partenza da San Giorgio ore 16.

Pieno al serbatoio.

Autostrada.

Coda classica a Ghisolfa.

Paga il pedaggio, prendi Corso Sempione, perditi per Milano.

Arriva sotto casa della sventurata, in centro.

Prendila e portala all’Happy Hour in un dehors di Brera.

Consumazione minima: 6 euro.

Lei beve 2 gin tonic, uno in meno di me.

Paga tu ad ogni giro (ma la troia non era ricca?)

Fai finta di non ricordarti che hai speso 60 mila lire del vecchio conio per bere e devi ancora fare cena perché fino ad ora hai solo piluccato.

Fai due parole con la ragazza intanto che l’alcool fa il suo corso e fa crollare qualche piccola inibizione.

Prendile la mano e dille “sei carina”.

Fai un giro mano nella mano con lei al calar della sera, cantale “sapessi com’è strano…sentirsi innamorati a Milano…” e dalle un bacio tenero, che lei non vedeva l’ora e tu hai già il nervoso nelle mutande.

Poi però portala a casa, che il tempo del romanticismo è scaduto mezz’oretta fa.

Guarda l’inizio di un film.

Acchiappala.

Dormi.

Mandala via che il letto è piccolo, falla dormire sul divano.

Al mattino riacchiappala.

Poi fai il tuo dovere: porta la sua amica (Aldo se la ricorda) alla stazione di Milano centrale che deve andare al mare. Alice te l’ha chiesto così gentilmente…

Va a prendere questa amica.

Sopporta il suo accento da milanese che se la stra-tira.

Arriva alla stazione.

Paga il parcheggio.

Portale la valigia al binario, 50 chili di valigia enorme, intanto lei va a fare il biglietto.

Suda, porta su per le scale, bestemmia, arriva al binario, aspetta che arrivi lei dalla biglietteria, mettile la valigia sul treno, anzi per favore nello scompartimento.

Salutala e ritorna dalla tipa con la quale hai passato la notte.

Portala a casa.

Salutatevi con la promessa (mai mantenuta) di riverdervi.

Riprendi l’autostrada che è giovedì.

Chiama a lavoro e dì che arrivi per mezzogiorno causa contrattempo.

La beffa 3 settimane dopo: multa dei vigili di Milano per essere passato in Ztl: 148 euro.

Facciamo 2 calcoli: autostrada 15, benzina 40, happy hour 30, multa 148, IVA, ova, uva.

Totale: 233 euro in 14 ore.

Fossi andato a puttane oggi avrei 200 euro in più.

 

 

Il mio destino sarà questo, già lo so: la ragazza più figa del pianeta si innamorerà follemente di me, vorrà sposarmi e avere dei figli, mi sarà fedele tutta la vita.

Sarà simpatica, intelligente, alta, bella, profumata, ricca.

Ma di cognome si chiamerà Scoreggia.

Datemi del superficiale, ma non ce la farei.

Maria Scoreggia in Lunardi non è tollerabile neanche  da un burlone come me.

 

Sabato scorso matrimonio di Simone e Deborah Gisolo in Frattini.

Pochi pensieri sparsi:

Caldo, molto caldo, troppo caldo.

L’idea del bermuda e dell’infradito era buona ma non messa in atto da nessuno se non da Marsèlo.

Al 10° minuto, alla prima lettura, sento l’esigenza di un gin-tonic.

(La proprietaria del bar di Busano non sa minimamente cosa sia, il Gatto deve ripeterglielo 3 volte e ancora lei dice “un?...cioè…tonica e ?...” Può esistere una barista che non sa cos’è un gin tonic?)

Rubio, in cravatta della Santa Cresima, va inspiegabilmente (e poco educatamente) a cambiarsi dopo messa.

Alby, anziché al matrimonio di Deborah e Simone, riesce a portarmi a quello di Angela e Simone, anche loro sposi il 23 giugno in mezzo ad un prato dalle parti di Candia.

Vino per l’aperitivo finito alla mezz’ora tra le proteste generali.

Vista gente bere di nascosto da bicchieri mezzi avanzati dagli altri invitati.

A cena riesco a fare la mia gag del bicchiere infinito ma poco intelligentemente lo faccio dove sono seduto io, col risultato del gomito destro umido per tutta la sera.

Premio “Noioso del giorno” vinto dal Francesco Maria, che ultimamente non è più lui.

E poi, Vullo: ma fatti una cazzo di risata ogni tanto!

 

Questa settimana voglio salutare con affetto i miei 7 paggi:

Pep, Matti, Dieg, Simon, Guly, Sandro e a Boltho.

Passate in ufficio che vi do la mancia.