IL PUNTO DELLA PRE SEASON

 

Ciao depressi (lo so che lo siete, siete appena rientrati dalle vacanze, avete trombato poco e male e non avete ancora scelto la terza punta per il Fanta), scusate l’assenza trimestrale ma non c’erano proprio nè la voglia né l’ispirazione.

Sono stati mesi caldi e umidi, in cui si è gioito (Milan - Liverpool) e pianto (di commozione, Milan – Liverpool), sudato (Milan  - Liverpool, state voi 2 ore sul divano accovacciati in posizione di gufo per tutto il secondo tempo, i supplementari e i rigori, alzandomi solo per cantare a squarciagola “And you’ll ne - ver walk - alone!” per lo sbalordimento di mia madre, da sempre ultrà della FdL), giocato a calcetto e perso il Super Clasico contro i Frisoni per ben 2 volte al Torneo della Pizza. E qua ci starebbe una di quelle belle bestemmie da scomunica definitiva.

Personalmente ho ripreso anche sport che non mi vedevano protagonista dal ’93, il tennis, (occhio alla mia prima di servizio) e dal ’98, il trekking, 1 ora e un quarto da Ceresole al Jervis, teneva il passo il Gatto in infradito, io salivazione azzerata, Frisatto ha cacciato, Gaj non pervenuto, Taramino, tanto sfinito che lo zaino a metà percorso ho dovuto portarglielo io, giura di avercela fatta in passato in 45 minuti. Misteri della montagna.

“Bene – mi dico – la prossima volta la meta la scelgo io”

E 2 domeniche dopo ho portato i ragazzi all’agriturismo a Pianprato. 35 minuti di macchina e poi un pezzo a piedi, dipende dove parcheggi, dai 2 ai 6 minuti.

5 antipasti, polenta conza, 2 bocce de vino, dolce, caffè e pussacaffè.

Che imparino cos’è la vita, ‘sti giovinotti.

 

C’era del marcio in Danimarca.

Una sera di martedì, ormai di qualche mese fa, sono uscito in gran segreto con una ragazza per la quale, dico davvero, avrei dato un occhio, le due biglie di plastica da spiaggia con su Saronni e Baronchelli e il numero 1 originale di Dylan Dog, di gran lunga il pezzo più pregiato della mia vasta collezione Bonelliana.

E devo purtroppo ammettere a me stesso che li darei ancora (non voglio che si parli di volpe e uva).

L’ho portata nientemeno che al Nestoris, pensate che grande che sono.

Chissà che speravo di ottenere portandola lì, penserete voi pivellini.

Ma era per non fare tardi no? ché la puella in questione all’indomani si alzava molto presto (non malignate, non faceva 6/2 alla Pininfarina - sempre con tutto il rispetto per chi lo fa).

Nelle settimane precedenti avevo avviato il bombardamento a tappeto e alla fine sono riuscito ad esasperarla, sfinirla (purtroppo solo mentalmente) e ad ottenere un appuntamento, volto chiaramente a farmi mandare a cagare ‘cash’ la sera stessa.

Sapevo già di non avere un grosso ascendente sul soggetto in questione ma stavolta, e mi capita raramente, avevo proprio deciso di andare fino in fondo, sentendomi sempre un po’ stordito, tendente quasi all’incantato, ogni volta che vedevo la sua immagine apparire al bar, quasi a miracol mostrare.

Al massimo che poteva succedere?

Dirmi che non le interessavo era l’ipotesi peggiore e in quel caso, tutt’altro che remoto, nessuno si sarebbe fatto male.

(Almeno fisicamente.)

(Almeno io.)

(Si, forse lei qualcosa rischiava.)

Ma sapete già come vanno queste cose, niente di nuovo sotto il sole, ci si prova lo stesso con una che non ci cagherà mai giusto per farsi sentir dire che non ce n’è.

Io ogni tanto ne ho un bisogno quasi fisico. Credo.

Quindi cena leggera per evitare di ruttar merda (mia madre, alla quale non rivelo mai cosa faccio nel dopo cena, riesce sempre a farmi frittata di cipolle o peperonata nelle sere sbagliate) e mi presento sotto casa della sventurata puntuale e leggermente nervoso (non ho potuto farmi il solito pistino di coca causa ferie anticipate del mio pusher, trattenuto a Burolo), con un sottile velo di sudore alle mani che mi impediva di prendere bene le curve con la mia C3 nera del 2002, 1.6, 80 cavalli, 16 Km. con un litro, sedili in pelle, full optional.

Lei scende bella come lo è nei miei pensieri di ogni giorno, splendida nella sua semplicità, con un sorriso che mi lascia senza fiato e quando il profumo della sua pelle riempie la mia macchina io in quel momento potrei anche morire, amici, ché forse la felicità è proprio quella.

Guardo verso la finestra di casa sua e vedo una tenda muoversi impercettibilmente.

Probabilmente la madre che adocchiava il pistolero che avrebbe trascorso la serata con la sua unica e adorata figlia. Mando un bacio con la mano ed un biglietto colmo di sicurezze:

“Non la sfiorerò nemmeno con un dito, se vuole lo giuro, ma più che altro perché non ci sta,

  con tanti saluti,

 

                 Christian Lunardi.

 

P.S. allego foto di quinta liceo, guardi che carisma già a 20 anni.”

 

(In casi estremi come questo è molto importante tranquillizzare la madre che mi vede portare via sua figlia. Perciò ho sempre con me una foto di quinta.

Tuttavia c’è stato un caso in cui il carisma non fu apprezzato da una madre forse un po’ troppo all’antica.

Irruppero gli sbirri mentre le staccavo il tanga a morsi. - no Vullo, non era Dajana.

Diffidato dal farlo ancora, ora lo mando giù intero.

Occulto le prove nel caso.)

 

Arrivati a destinazione dopo aver parlato un po’ di niente durante il tragitto e preso il classico succo all’ananas che prende ogni ragazza, trattenendomi dall’ordinare una Tennent’s Super media, che mi avrebbe portato a dire molte più puttanate di quante non ne abbia poi dette nelle mezz’ore seguenti, decido per una Fanta e scambiamo le solite 2 banalità (“Quando hai il ciclo?”, “Preferisci stare sopra o sotto?” “Fai sesso orale?” insomma le solite domande per il mio archivio) per sciogliere un po‘ la tensione.

Poi vengo a conoscenza di qualcosa in più di lei che mi mancava, ma soprattutto discutiamo di ciò che pensa di me, anche se già mi era noto solo da come mi guardava nelle volte precedenti a quell’incontro.

Confesso a voi 14 assidui lettori di essermi sentito un po’ giudicato.

 

(Come quando il Gatto mi ha detto che Scamarcia a volte è più gradevole di me.

Scusate ma questa ce l’ho lì da un po’.

Non è per Scamarcia che mi è pure simpatico, sia chiaro.

Ma io non troverei più gradevole di me qualcuno che mi lascia a piedi alle 6 di mattina a Porta Nuova dopo la discoteca.

Lo odierei.

Ma il Gatto dice che Scamarcia a volte è più gradevole di me.

E il Gatto è un uomo d’onore.)

 

Scusate, mi perdo nel mio stesso delirio.

Da quelle parti passo verosimilmente per superficiale, pigliaculo, marpione, tutto sommato poco credibile, probabilmente incapace di provare sentimenti, insomma inaffidabile.

Detto non tutto esplicitamente se non il termine “Marpionaccio”.

Più precisamente “Hai quell’aria da marpionaccio quando parli con le ragazze…sembra che ci provi sempre…”. (No, sono sicuro che mi hai scambiato per qualcun altro)

E detto non da cattiva eh? sempre col sorriso, non erano critiche, solo il suo punto di vista, davvero, non sono ironico.

Ma va bene (beh, NON è proprio quello che volevo), lo accetto, probabilmente non è l’unica che lo pensa, rimasugli di una vita liceale certamente sopravvalutata.

Come ci avessi provato con tutte, incluse le fidanzate degli altri.

Stile che mi avrebbe procurato il nome di Merdoso® nei soliti salotti bene della città.

Tutte apparenze, in realtà ero un bluff. Ma dove sono poi ‘sti benedetti salotti bene…

Ecco, improvvisamente mi riempio di insicurezze (io che ci sguazzo nelle insicurezze femminili), proprio come ora che sto scrivendo.

Che diamine ci faccio io al tavolo con lei, che per me in quel momento incarna l’ideale di donna matura, affidabile, senza un grillo per la testa (ehi, ma io sono il capitano del Grillo) e tutte queste paranoie che spesso ci frenano nei rapporti con l’altro sesso?

Ma ormai sono lì e voglio giocarmi le mie carte fino all’ultima mano.

Busso a Cuori e lei mi risponde a Picche urlando fortissimo “Piomba a un palo!”, tanto che il rumore di sottofondo del locale si interrompe e tutto il Nestoris si gira indicandomi e parlando a bassa voce di me come di un poveretto (Panerio, tu che queste cose le hai vissute mi capisci bene).

Sintetizzando, perché mi sto di nuovo perdendo e di Tresette siete in pochi a capirne, io posso fricarmi e pedalare che tanto lei è innamorata di qualcun altro.

Chi sarà mai il galletto (ehi, galletto, le prendi sai? Ah lo sai…) che è il suo ultimo pensiero prima di dormire ed il primo appena sveglia? (Possibile che non sia io??)

Andiamo avanti!

Crede molto nell’amicizia, (ma ecco il classico: anche tra uomo e donna, tanto che sento già odore di bruciato, “vorrà mica dirmi ‘diventiamo amici?’ ” mi dico già col nervoso alle mani) e le sue amicizie sono una parte fondamentale della sua vita.

Cazzo, vale anche per me, ma detto ora non ci crederebbe mai, dovevo dirlo quando toccava a me parlare, Cristo!

Lei mai uno sgarro, mai neanche un pensiero subdolo in tutta la sua vita, io invece, tutto quello che non ho combinato in anni di carriera…”Il Diavolo e l’Acqua Santa visti insieme al Nestoris”, titolava probabilmente Eva 3000 il giorno dopo, a pagina 13, subito sotto le foto di Costantino al Billionaire.

Decido di ritirare le truppe e la riporto a casa.

Un paio di mesi dopo, la verità: era innamorata dell’ex ragazzo di una sua grande (almeno finché non ha scoperto tutto) amica col quale aveva già avviato una relazione all’insaputa di tutti. Loschissima.

Quando in tempi non sospetti le avevo chiesto se era vero me lo ha negato girando velocemente la frittata e umiliandomi con un “Si vede proprio che TU non mi conosci!” pronunciato, anzi no scusa, sentenziato quasi con ribrezzo, con quel tono secco volto a lasciarmi riflettere sulla grossa stronzata che avevo osato immaginare. Ricapitolo per i distratti: mi ha mentito, ha una relazione con un ragazzo che è il grande amore di una sua amica, ha agito losca, in modo che nessuno sapesse.

 

Sono sollevato, è un essere umano anche lei.

 

Un paio di macchiette estive

Involontaria.

Faccio per salire in macchina nel parcheggio della Piola.,

Gabri Pera mi chiede uno strappo, sigaretta in bocca “Chri, mi porti giù?”.

“Come no, finisci pure di fumare, non occorre che la butti.”.

“Ma no dai…figurati…la fumo anche in macchina”

 

Partita decisiva del secondo girone al Torneo della Pizza a Favria.

Il potente Grillo contro i Turbolenti, dei ragazzetti di periferia che corrono come dei disperati e a cui basta il pari per passare il girone e proprio a nostre spese.

Il Grillo, in sofferenza ma sempre in vantaggio, cerca di perdere tutto il tempo possibile senza correre, con calma, semplicemente aumentando i tempi morti, lavorando solo d’esperienza.

Come Zoff nell’82 contro il Brasile, per intenderci.

Rimessa laterale difensiva per noi, palla lenta a Panerio che non la guarda neanche e la lascia lì.

I Turbolenti non pressano, non sanno bene le regole** o forse sono solo stanchi.

Sono sotto di due, devono almeno pareggiare e se ne stanno rintanati nella loro metà campo.

“Cazzi loro” mi dico facendo uno svuotino con la sigaretta che mi ha passato Alby, che aveva già capito tutto.

Passa 1 secondo…(palla ferma davanti alla nostra porta, Panerio comincia a cercare dove ha messo il Game Boy per fare eventualmente una partita a Tetris, ma lo ha scordato nel marsupio.)

2 secondi...(Pane guarda tutti con aria di sfida. Ma non ha ancora toccato la palla)…

3…(I Turbolenti attendono il rilancio del nostro numero 1 pronti a gettarsi incarogniti e sbavanti sul pallone. Silenzio di tomba. Si sente qualcuno dalle case vicino che russa)

4…(Panerio immobile, mani sui fianchi in attesa di un po’ di pressing, per Dio!, ma ancora non tocca la palla, fosse stato per lui stavamo lì due giorni)…I Turbolenti se ne stanno là, ruggendo come leoni in gabbia.

5 secondi…(sbadiglio, finisco di rollare la canna, Alby finisce di farsi la barba e ne vorrebbe subito un tiro, e un secondo cazzo, che non mi riesce cilindrica!, Sandro chiama un attimo casa che ritarda, vorrebbe svampare un po’ anche lui se possibile)

al 6° secondo boato degli avversari improvvisamente ridestati dal loro letargo (si ma sveglia eh?): “Arbitro!! 4 secondi!!” Gente da fuori: “Allora!! E’ fallo!!”, oggetti in campo, grida, insulti, vaffanculo all’arbitro, noi ormai vestiti da Carnevale che facciamo il trenino coi nostri nasi di cartapesta sulle note di “Buffalo Soldier” del grande Bob.

7 secondi…qualcuno dei Turbolenti vedendo che anche l’arbitro voleva fare un tiro, forse preso da un leggerissimo sospetto, finalmente va a fare pressing.

Panerio ritira il seggiolino da pic-nic e rinvia la palla e intanto che l’uomo gli viene sotto si tira giù i pantaloni e tira una scoreggia  “Senti un po’ che aria tira in Eccellenza A…”

Il solito cazzespierto da fuori all’arbitro: “Guarda che il portiere ha 4 secondi per rinviare!…”

Panerio al cazzespierto:: “Ma se ricevo palla e non la tocco…”

Poi si ferma e riflette un attimo, senza degnarlo né di uno sguardo, né di un’occhiata né di altro, ma quasi mandandolo a cagare : “Ma cosa te la spiego a fare a te la regola dei 4 secondi…”

 

** per chi non sa di calcetto – Pegoraro dott. Fabio – il portiere deve giocare la palla entro 4 secondi da quando la tocca, se non lo tocca può stare lì quanto vuole.

 

Fanta

Non ricordo più niente.

E’ l’ultimo anno che si possono confermare quelli comprati 2 anni fa? Tipo Totti e Gilardino?

Quando si fa l’asta?

Ma soprattutto: dove si fa?

E perché?

 

Vacanze low cost.

Attendo con ansia notizie dalla Sicilia.

Il mio amico Bolton ci andava una settimana a 400 € all inclusive.

Io non volevo fare l’uccello del malaugurio ma dicevo, anche al suo saggio fratello Aldo: “Aldo, possibile che ad agosto, alta stagione, svendano pacchetti del genere?”

“Ma lui ha una convenzione”

Le ultime che mi sono giunte parlavano di Guardia Costiera che sequestrava la spiaggia.

Vorrei il resto, con umiltà e coda tra le gambe, grazie.

 

Attentati? Non fatemi ridere.

Venerdì 26/8 alle ore 7.00 dalla Malpensa ho l’aereo per l’Egitto, nazione calda, non solo per i suoi 45 gradi.

Non ho paura di 4 islamici di merda (si, di merda, beh? qualcosa non va?) che minacciano di farsi saltare in aria sul mio aereo, morire accanto agli amici è quello che augurerei a tutti.

Dico, piuttosto che da soli…

Magari però nel viaggio di ritorno eh?.

 

Immaturo, parlo solo di una cosa.

Ho passato 2 splendidi giorni a Ceresole con i miei amici storici, quelli coi nomi di battaglia Pacciani, Vucca Nivura, ecc. ecc.,

Sono come fratelli per me.

Lo facciamo ogni anno in cui è possibile farlo e io non vedo l’ora che capiti.

Due giorni di confidenze, scherzi, le solite gag, i soliti ricordi, le solite battute, Fantozzi, Lino Banfi, Loris Batacchi (“capoufficio…pacchi”) abbracci fraterni, cene, pranzi, bottiglia di Vodka sempre in tenda, genepì a fiumi, birre, chitarra, pizza, spaghetti e mandolino.

La splendida (uh! davvero ottima, se ci ripenso) idea di quest’anno è stata portare anche le ragazze (nostre amiche o le fidanzate, chi aveva da portarle), le quali al pranzo della seconda giornata, al noto ristorante di Max al Serrù, mi aggrediscono con “sai parlare solo di figa, sei immaturo”.

Un’altra sentenza pronunciata contro di me.

Così, improvvisa, tra il coniglio e il cinghiale.

Col dito puntato mentre ancora mastico.

Dico, un po’ di rispetto, per altro ero zitto da un’ora.

Per un attimo ho perso i comandi e non sapevo più se attaccare la mia seconda polenta conza e lasciar parlare oppure rispondere per le rime, tipo con una cinghiata a devastare la tempia.

Eh no, cazzo, chiariamo un attimo.

Innanzitutto non ne parlavo da solo o col mio amico immaginario, anche se ammetto di averne uno.

Seconda cosa: ero forse solo io che facevo il cretino con TUTTE le cameriere?

Terzo: invitate a dire loro qualcosa di intelligente, una se ne esce seria, a tavola, con: “Il mio ragazzo fa degli stronzi con un diametro larghissimo, non scendono giù quando tiri l’acqua” (Gesù, chissà che male. Dico, stare con una così.)

Quarto: se devo andare via 2 giorni con degli amici che vedo 2 volte all’anno per parlare di astrofisica me ne sto a casa mia. Oltretutto quando parliamo di politica litighiamo.

Quinto: spero si siano divertite con noi quei 2 giorni perché forse sono stati gli ultimi a cui hanno assistito. (Purtroppo non dipende solo da me)

Sesto, se essere maturi vuole dire essere diversi da come sono allora spavaldo d’essere immaturo!

 

Per il Commissario Pecoroni: sei stato fantastico quando alle 4 di notte, ammoniti tutti a farmi le domande per alzata di mano, l’hai alzata e poi non hai parlato finché non ti ho dato io la parola, per toglierti quel cruccio che so che non ti avrebbe fatto dormire: “Era bagnata?”.

E’ valsa la pena venir su solo per questo. Grazie.

 

Consiglio dell’anziano.

Quando in discoteca, in giro, al bar o dove volete incontrate un cesso ragionate per una volta nella vostra cazzo di squallida vita.

Non schivatela, non schifatela, non guardatela come se fosse un cane o una diversa ma salutatela, offritele un caffè o un pernod, mettetela a suo agio, sorridetele, abbiate un dialogo con lei.

E guardatevi intorno.

Dovrebbe esserci la sua amica figa lì in giro da qualche parte.

 

Libro del mese*

Cronaca di una morte annunciata” di Garcia Marquez

 

Libro breve e di facile lettura, Diego puoi farcela anche tu.

Un thriller che parte con la morte della vittima e di cui conosciamo già chi sono i colpevoli.

Narra un ricordo d’infanzia dell’autore, l’uccisione di un uomo reo di aver offeso la verginità di una fanciulla.

Nonostante tutti sappiano e tutti cerchino di avvertire la vittima che i due fratelli della ragazza vogliono ucciderlo, nessuno inspiegabilmente ci riesce e il tragico destino si compie lo stesso.

In mezzo a paesi pieni di polvere, strade e piazze scottate dal sole, l’autore ci porta nel cuore dell’America Latina, con un grande pathos in un crescendo rossiniano.

(Almeno mi sembra. L’ho letto 2 mesi fa. Ma forse lo confondo col Fermo e Lucia)

 

 

*la Redazione, in collaborazione con la Biblioteca Lunardi, vuole sviluppare un programma di sensibilizzazione verso la lettura per innalzare il livello di cultura di questa pagina on line.

Io l’ho detto che con voi sarebbe stato impossibile, che era più facile se vi mandavo a drizzare le banane, ma la Redazione ha insistito molto in questo senso.

 

Ringraziamenti

Ringrazio Mutu, Simon le Bon, il Pirata e il quinto della cricca (di cui mi sfugge il nome in codice) per quella serata famosa che si vorrebbe ripetere a settembre. Io mi chiamo fuori, passo la mano.

Ad un controllo del conto corrente, mia mamma ha insistito per sapere cosa fossero quelle 200€ (Cristo di una Madonna…duecento euro) in uscita dal bancomat datate sabato mattina ore 4.00 .

Ho inventato una scusa e va bene così.

(Mai visto schiaffi così pesanti e decisi volare per far riprendere qualcuno. Sentivo male io per lui. Povero Mutu.)

 

Ci sai fare.

La mattina in cui sono andato all’agriturismo di cui sopra ho fatto colazione al Caffè Umberto a Cuorgnè.

In verità ho chiesto solo un bicchiere d’acqua frizzante, il cappuccino mi crea dei movimenti tellurici a livello intestinale.

Mi arriva l’acqua: la classica acqua ex frizzante. Sgasata, sapore orribile.

Decido di non dire niente perché ho già un padre che tende a mandare indietro parecchie cose e a volte può essere imbarazzante.

Al pranzo del mio Giuramento ha mandato indietro 2 bottiglie di vino sostenendo che sapevano di tappo.

Probabilmente era vero ma non vi dico il boato quando, dopo avere mandato indietro la prima, assaggia la seconda in religioso silenzio, chiude le labbra e sentenzia: “No, sa di tappo anche questa.”

Insomma voglio evitare storie e mi bevo la mia acquaccia.

Ci ritorno giovedì scorso. “Cappuccio, croissant e un acqua frizzante”

Stessa cosa, sgasatissima.

Stavolta lo dico alla cameriera, la quale lo riporta dentro.

Esce tutto da grandioso il rampollo di famiglia che tutto da mito arriva da me con una bottiglia di acqua frizzante da mezzo litro e me la apre davanti “Toh, adesso mi paghi tutta la bottiglia”.

Avevo una certa opinione su questo personaggio, se possibile è peggiorata ancora.

Mi dispiace per i suoi genitori e per la sorella perché sono persone gradevoli, è noto che i figli rovinino ciò che di buono fanno i padri.

Non andrò MAI più all’Umberto e potessi convincere tutti a non andarci...

(Avvocato, questa è pubblicità negativa? Nel caso mi avverta che faccio togliere.)

 

 

Ciao a tutti, vado a svernare in Egitto, per lamentele, denunce o complimenti inerenti a questa edizione de “Il Punto”, periodico on-line di deliri e sacrosante verità sarò al G-Point sabato 3 per un’eventuale conferenza stampa.

 

Varie

 

“…and pain is all around like I bridge over troubled water, I will lay me down…”

                                                                                         (Bridge over troubled water – Simon & Garfunkel)

 

Occhio ragazzi…il futuro è oggi, stiamo dormendo! Dio se stiamo dormendo…Sveglia eh!?